ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI
La stagione
Musica Classica e Sinfonica 

71ª Stagione Sinfonica Orchestra I Pomeriggi Musicali



Direttore James MacMillan
Oboe Francesco Quaranta
Orchestra I Pomeriggi Musicali

Boccadoro Moriana, commissione I Pomeriggi Musicali
MacMillan Concerto per oboe e orchestra
Beethoven Sinfonia n. 1 op. 21

PROGRAMMA

Carlo Boccadoro (1963)
Moriana commissione I Pomeriggi Musicali

James MacMillan (1959)
Concerto per oboe e orchestra
I. Marcato e ritmico
II. Largo
III. Allegro

* * *

Ludwig van Beethoven (1770-1827)
Sinfonia n. 1 in Do maggiore op. 21
I. Adagio molto – Allegro con brio
II. Andante cantabile con moto
III. Menuetto: Allegro molto e vivace
IV. Finale: Adagio – Allegro molto e vivace



Concerto per oboe e orchestra

Questo concerto è stato scritto per la Britten Sinfonia e Nicholas Daniel, e a lui è dedicato. È diviso in tre movimenti: il primo si apre con un graduale accumulo di stratificazioni ritmiche per le viole, il fagotto e la tromba, giusto prima che si inserisca il solista. Improvvisamente, la melodia fa un balzo in avanti tramite delle modulazioni metriche e diventa molto veloce, aerea e virtuosistica. Strutturalmente, è come se si tuffasse in un'andatura inversa prima della solenne coda finale.

Il secondo movimento è basato su un mio precedente lavoro per oboe solo, In angustiis... Il materiale sonoro affidato al solista è connotato da espressività e da una certa tristezza e costruisce, mano a mano, un dialogo sempre più pregnante con gli altri strumenti a fiato. Il carattere riflessivo del movimento è interrotto da un breve pattern contrappuntato “voce contro voce”, da vari e improvvisi pizzicato, da altro materiale che rimanda alla forma dello Scherzo e da passaggi più veloci e agitati, tuttavia, il motivo principale rimane riservato e cantabile.

Il terzo movimento inizia in maniera sfacciata e impudente e possiede un carattere clownesco. L’atmosfera è estroversa e teatrale, affidata alla veloce partitura dell’oboe. Alcune idee del primo movimento sono qui riproposte sotto nuove spoglie, prima di un esuberante e gioioso finale.

James MacMillan

 

Moriana

Città per metà trasparente, per metà arrugginita. Ho scelto solo la prima metà, in cinque minuti di musica tranquilla.

 

Carlo Boccadoro

 

Note a margine di Renato Meucci

James MacMillan è uno dei compositori più in vista della moderna generazione britannica, con opere eseguite in tutto il mondo e soprattutto con una fitta produzione che abbraccia in modo rimarchevole argomenti legati alla sua dichiarata adesione alla fede cattolica (chi ha seguito la visita di papa Benedetto XVI in Gran Bretagna nel 2010 può ricordarlo come autore di varie
musiche eseguite per l’occasione). Questa fonte spirituale di ispirazione lo ha portato a comporre numerosi brani, soprattutto corali, che si rifanno appunto ad argomenti religiosi, come pure varie messe i cui canti vanno eseguiti dall’uditorio piuttosto che da cori professionali. Una seconda fonte d’ispirazione è la musica tradizionale scozzese, citata o evocata in numerose sue composizioni, e una certa propensione all’impegno politico, come testimoniano alcuni suoi interventi contro la divisione e il settarismo di certa politica scozzese. Per quanto riguarda il suo stile compositivo – premesso che non conosco il suo concerto per oboe che ascolteremo stasera nell’indiscusso magistero di Francesco Quaranta – rilevo una notevole dose di sincretismo e una certa semplicità melodica e armonica, che garantiscono gradevolezza e agilità alla sua musica.

Come ripetuto in precedenza questa Stagione ci offre tutte le sinfonie meno eseguite di Beethoven; un’operazione benemerita, giacché Prime, Seconde, Quarte e Ottave del maestro di Bonn non si ascoltano di frequente come le altre. Tra i tanti motivi di interesse della Prima vi è la data di composizione (1799), che rivela come Beethoven fosse giunto alla sinfonia con un percorso diversissimo da quello dei suoi predecessori, alla matura età (per un compositore dell’epoca) di 29 anni, allorché Mozart ne aveva già scritte trentasei e Haydn una ventina. Di fatto il suo percorso compositivo verso la padronanza assoluta di questo genere compositivo fu tanto lungo quanto fecondo (ricorderete che dopo di lui fu difficile superare il numero quasi scaramantico di “nove” sinfonie), e fu alimentato dal “banco di prova” delle sonate per pianoforte, dei quartetti e delle composizioni per ridotti organici da camera. La prima esecuzione del brano avvenne il 2 aprile 1800 con la direzione dello stesso compositore; in programma, oltre alla sinfonia, c’erano il suo Settimino op. 20 come pure il suo Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra, dopo il quale Beethoven improvvisò alcuni brani al pianoforte. La più importante rivista musicale tedesca, la Allgemeine Musikalische Zeitung, in uno dei primi fascicoli della sua gloriosa tradizione, lo definì “uno dei concerti più interessanti in assoluto da lungo tempo a questa parte”.

 



NOTE

 

 
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