ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI
La stagione
Musica Classica e Sinfonica 

72ª Stagione Sinfonica Orchestra I Pomeriggi Musicali



Direttore: Alessandro Cadario
Pianoforte: Federico Colli
Orchestra I Pomeriggi Musicali


Saint-Saëns, Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in sol minore op. 22
Beethoven, Sinfonia n. 4 in Sib maggiore op. 60

PROGRAMMA
Camille Saint-Saëns

Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in sol minore op. 22

Andante sostenuto

Allegro scherzando

Presto

 

Ludwig van Beethoven

Sinfonia n. 4 in Si bemolle maggiore op. 60

Adagio - Allegro vivace

Adagio

Allegro vivace

Allegro ma non troppo

 

Note a margine Renato Meucci

 

Il più intellettuale dei compositori francesi è oggi famoso presso il grande pubblico per il brano che abbiamo ascoltato qualche settimana fa, Il carnevale degli animali, che egli peraltro considerava una composizione goliardica, tanto da volerne proibire l’esecuzione pubblica. Per il resto sono pochi i brani di Saint-Saëns a godere di regolare successo. La ragione sembra da ricercare in una certa dose di magniloquenza che appare piuttosto fine a se stessa, soprattutto quando – e non è raro – l’autore presenta una tavolozza di grandi trovate sonore, senza che queste cementino in una costruzione d’insieme degna di questo nome (incidentalmente: non vi sembra proprio questo il tratto distintivo di un’opera d’arte riuscita?). Restano comunque stabilmente in repertorio almeno tre dei cinque concerti per pianoforte (in particolare proprio il secondo), la Sinfonia n. 3 (per l’organo), il poema sinfonico Danza macabra, l’opera Sansone e Dalila e qualche altro brano, soprattutto della ricca produzione organistica.

A quanto detto aggiungiamo inoltre che Saint-Saëns fu un eccezionale talento precoce e che i suoi interessi si allargavano ai campi più disparati, dalla botanica all’archeologia, dalla filosofia all’astronomia, senza dimenticare che egli è stato anche un vero e proprio emblema della vita pubblica francese (è comparso di recente un volume dedicato al suo ruolo politico, probabilmente l’aspetto meno noto del nostro compositore).

Il Concerto in Sol minore, composto nel 1868, assomiglia in effetti a una sinfonia con pianoforte solista: nella successione dei tempi sembra infatti mancare il consueto primo movimento, mentre i tre successivi si presentano appunto come quelli di una sinfonia: tempo lento, scherzo, finale brillante. La scrittura è quella che ci si aspetterebbe da uno dei più grandi pianisti dell’Ottocento, forse secondo solo a Liszt, estremamente virtuosistica e raffinatissima al tempo stesso, compresa l’immancabile cadenza.

 

Una parola infine per il solista di questa sera: Federico Colli, giovanissimo pianista oramai affermato nelle principali sale da concerto del mondo e con un immenso avvenire davanti a se. Meritatissimi auguri.

 

Quanto appena detto a proposito dell’eclettismo di Saint-Saëns rende ancora più evidente l’opposta poetica beethoveniana, coerente e coesa persino quando ciò non appare a un primo sguardo (o a un primo ascolto). E’ il caso della Quarta Sinfonia, che dimostra tutta la grandezza di Beethoven, e che consiste proprio in una accentuata capacità di mettere insieme elementi disparati dandogli una precisa coerenza e una tensione interna, come di un discorso perfettamente unitario, nonostante i tanti moti differenti e le espressioni contrastanti. Basti un esempio per tutti, quello dello iato tra la lunga introduzione lenta e il saltellante primo tema: nulla di più lontano, apparentemente, ma tutto armonioso.

Sebbene schiacciata tra due giganti nordici (la Terza e la Quinta) questa “fanciulla mediterranea” (come Schumann definì tale sinfonia) non risulta per nulla straniata, anzi sembra collegarli tra di loro. “Was das Gebirge verteilt das Meer vereinigt”, dicono talvolta i tedeschi, e così fa questa composizione, unendo come fa il mare ciò che la montagna separa. I suoi tratti decisamente meno radicali rispetto alle altre due sinfonie rispecchiano tuttavia una coerenza di contorni che si assomigliano, che sono – si potrebbe dire – il corrispettivo di un tempo lento tra due tempi veloci.

Questa considerazione mi porta anche a un commento aggiuntivo sulla tendenza da parte di alcuni musicologi a interpretare questa, tutto sommato, “solare” sinfonia (almeno se si esclude l’inquietante introduzione lenta) alla luce del rapporto amoroso instauratosi con la contessa Josephine Brunsvik, interpretazione a dir poco azzardata perché, l’ho già detto e lo ripeto, interpretare il carattere di una produzione artistica alla luce delle vicende personali e degli umori dell’autore è pura discrezionalità. In secondo luogo perché tale tipo di critica non avrebbe argomenti per giustificare l’Inno alla gioia della Nona sinfonia, scritto nella fase più dolorosa della vita personale di Beethoven.

Infine un’annotazione su un argomento sul quale spero di poter tornare in una circostanza successiva, vale a dire il fatto che Beethoven fu tra i primissimi direttori d’orchestra in senso moderno, un argomento che mi pare poco sottolineato dalla gran parte della critica.

 

ALESSANDRO CADARIO Direttore d' orchestra
Alessandro Cadario è Direttore Ospite Principale dell’Orchestra de I Pomeriggi Musicali di Milano, a partire dalla stagione 2016/2017. Direttore d’orchestra dal gesto raffinato ed espressivo, si distingue per la presenza carismatica e le sue interpretazioni meditate e convincenti, sia nel repertorio sinfonico sia in quello operistico. Ha compiuto gli studi di direzione d’orchestra con il massimo dei voti al Conservatorio G. Verdi di Milano perfezionandosi, con due diplomi di merito, presso l’Accademia Musicale Chigiana di Siena con Gianluigi Gelmetti. Ha inoltre conseguito il diploma di violino, la laurea in direzione di coro e in composizione, entrambe con il massimo dei voti e la lode. Dopo aver vinto il concorso internazionale di direzione d'orchestra “Peter Maag”, ha definitivamente attirato l'attenzione degli addetti ai lavori, nel 2014, in occasione del suo debutto alla Società del Quartetto di Milano e, nel 2015, con la direzione di Pollicino di H.W. Henze, al Maggio Musicale Fiorentino e con un concerto nella stagione sinfonica del Teatro Petruzzelli di Bari, di cui è stata particolarmente apprezzata l'interpretazione rossiniana ("Stabat Mater: con Cadario è un gran Rossini”, titola la Gazzetta del Mezzogiorno). Sempre nel 2015, ha debuttato al Teatro alla Scala di Milano in occasione del Festival delle orchestre internazionali, oltre che al Teatro Nazionale dell'Opera e del Balletto di Albania. Ha diretto importanti orchestre tra cui l’Orchestra Filarmonica di Monte-Carlo, l’Orchestra Filarmonica della Fenice, l’Orchestra e Coro del Teatro Petruzzelli di Bari, l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, l’Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari, il Concerto Budapest, l’Orchestra de I Pomeriggi Musicali di Milano, l’Orchestra di Padova e del Veneto e la Sofia Festival Orchestra. Ha inoltre collaborato con solisti come Mario Brunello, Vittorio Grigolo, Alessandro Carbonare e Rainer Honeck. Tra i suoi futuri impegni, il debutto con l’orchestra del Teatro Comunale di Bologna e con l’orchestra del Teatro Massimo di Palermo. Oltre al repertorio classico, Alessandro Cadario rivolge la sua attenzione alla musica contemporanea che interpreta con particolare dedizione, vista la sua duplice natura di direttore e compositore.
 Le sue composizioni sono state presentate in prima assoluta al Lincoln Center di New York, al Teatro dell'Opera di Darmstadt e al National Concert Hall di Taipei. Collabora alla preparazione di FuturOrchestra, Orchestra Giovanile Lombarda, e dell'Orchestra Nazionale del Sistema delle Orchestre e dei Cori Giovanili in Italia, un progetto fortemente voluto dal M° Claudio Abbado, cui Alessandro Cadario rivolge oggi le energie di chi desidera fortemente contribuire alla formazione della futura generazione di musicisti.



 

 

FEDERICO COLLI Pianoforte
Dopo il Primo Premio al Concorso Mozart di Salisburgo nel 2011 e la vittoria con Medaglia d’oro al Concorso Pianistico Internazionale di Leeds, Federico Colli ha intrapreso una promettente carriera internazionale, ottenendo un notevole successo di pubblico e di critica. “Sebbene del tutto individuale, Federico Colli riporta ai lontani giorni di Lupu e Perahia [con] una brillantezza cristallina e una translucenza che conducono al cuore di tutto ciò che suona.” (B. Morrison, Gramophone). Assai acclamate sono state le esibizioni tenute in Germania con la Klassische Philharmonie Bonn diretta da Heribert Beissel (Konzerthaus di Berlino, Herkulessaal di Monaco, Laeiszhalle di Amburgo, NDR Landesfunkhaus di Hannover e Beethovenhalle di Bonn), al Musikverein di Vienna e al Teatro ITAIM di San Paolo del Brasile, alla Nikkei Hall e alla Musashino Cultural Hall di Tokyo, alla Sala Nezahualcoyotl di Città del Messico con la Filarmonica de la UNAM diretta da Pier Carlo Orizio, al Sheldonian Theatre di Oxford con l’Orchestra Sinfonica di Oxford diretta da Marios Papadopoulos, al Teatro Mariinsky di San Pietroburgo con la Mariinsky Orchestra diretta da Dimitris Botinis, al Teatro degli Arcimboldi di Milano e all’Auditorium del Lingotto di Torino con la Filarmonica di San Pietroburgo diretta da Yuri Temirkanov, alla Philharmonic Concert Hall di Varsavia con l’Orchestra Sinfonica della Radio Polacca diretta da Jacek Kaspszyk. Il debutto alla Barbican Hall di Londra, nel Terzo Concerto di Rachmaninov con la BBC Symphony Orchestra diretta da Sakari Oramo, ha riscosso vivissimi apprezzamenti: “Questa opera, suonata con formidabile delicatezza, timbrica chiara e fraseggio calligrafico, è un bacio di Valentino, fresco, un po’ triste, elegante. Ma Federico Colli si prende cura di sedurre l'ascoltatore prima di trascinarlo ai suoi piedi.” (A. Picard, The Times). Si è inoltre esibito alla Konzerthaus di Vienna con l’Orchestra da Camera di Vienna diretta da Joji Hattori, alla Philharmonic Hall di Liverpool con la Royal Liverpool Philharmonic diretta da Vasily Petrenko, nella Salle Cortot di Parigi, al Teatro Manzoni di Bologna, nella Sala Verdi di Milano e al Palazzo del Quirinale di Roma, al Teatro Grande di Brescia e al Teatro Donizetti di Bergamo con la Filarmonica del Festival di Brescia e Bergamo diretta da Pier Carlo Orizio, a Kiev con la Filarmonica Nazionale dell’Ucraina diretta da Roman Kofman, alla Town Hall di Leeds con l’Orchestra of Opera North diretta da Kees Bakels, al Teatro Verdi di Firenze con l’Orchestra della Toscana diretta da Stanislav Kochanovsky, all’Auditorium Toscanini di Torino con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI diretta da Filippo Maria Bressan e al Concertgebouw di Amsterdam con la South Netherlands Philharmonic diretta da Ed Spanjaard. Nato a Brescia nel 1988, ha studiato al Conservatorio di Milano, all’Accademia S. Cecilia di Bergamo, all’Accademia Pianistica di Imola ed al Mozarteum di Salisburgo, sotto la guida di Sergio Marengoni, Konstantin Bogino, Boris Petrushansky e Pavel Gililov. Apparso sulle copertine della rivista italiana Suonare News (novembre 2012) e della rivista inglese Pianist (aprile-maggio 2014), è stato inserito tra i 30 pianisti ‘under 30’ emergenti a livello mondiale dalla rivista britannica International Piano (Maggio-Giugno 2014). IN occasione del suo debutto alla Queen Elizabeth Hall di Londra nel 2014, è stato presentato un CD solistico prodotto da Champs Hill Records, con opere di Beethoven, Scriabin e Mussorgsky: “L’affascinante capacità di Federico Colli di illuminare anche i fraseggi musicali più densi emerge in una struttura interpretativa di logica suprema.” (J. Haylock, BBC Music Magazine). Nella stagione 2015-2016 è atteso in concerto alla Town Hall di Leeds in un recital solistico con Lang Lang, alla Dvorak Hall del Rudolfinum di Praga e con la Janácek Philharmonic Orchestra, alla City Hall Concert Hall di Hong Kong, alla Cidade das Artes di Rio de Janeiro, alla National Concert Hall di Dublino con la RTÉ National Symphony Orchestra diretta da Alan Buribayev, alla Saal Tirol del Congress di Innsbruck con la Tiroler Symphonieorchester diretta da Leo McFall, al Teatro Filarmonico di Verona con l’Orchestra dell’Arena diretta da Federico Ferri, alla Società dei Concerti di Trieste e alla Sociedad Filarmonica di Bilbao, oltre che al Teatro Alighieri di Ravenna, Teatro Grande di Brescia, Teatro Donizetti di Bergamo e all’Auditorium Parco della Musica di Roma con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Juraj Valcuha.



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