ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI
La stagione
Musica Classica e Sinfonica 

73ª Stagione Sinfonica Orchestra I Pomeriggi Musicali Ciclo Beethoven



Direttore: Daniel Smith
Pianoforte: Nicholas Angelich
Orchestra I Pomeriggi Musicali

PROGRAMMA

Ludwig van Beethoven (1770-1827)

Egmont, ouverture dalla musica di scena per il dramma di Goethe, op. 84

 

Ludwig van Beethoven

Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra in Sib maggiore op. 19

Allegro con brio

Adagio

Rondò. Molto allegro

 

* * *

 

Richard Wagner (1813-1883)

Idillio di Sigfrido WWV 103

 

Zoltán Kodály (1882-1967)

Danze di Galanta

Introduzione

Andante maestoso

Allegretto moderato

Allegro con moto

Poco meno mosso

Allegro vivace

Note di sala a cura di Guido Barbieri


Il teatro fa sempre vibrare le corde intime del pensiero di Beethoven. Anche se al palcoscenico ha dedicato una sola opera – il Fidelio - l’idea del conflitto, dell’opposizione tra elementi in contrasto tra loro attraversa la maggior parte delle sue opere strumentali, dalle sonate per pianoforte alle sinfonie. Un caso particolare è rappresentato dalle musiche di scena composte per una ripresa dell’Egmont avvenuta al Burgtheater di Vienna nel 1807. Il dramma che Johan Wolfgang Goethe dedica nel 1787 al conte di Egmont, eroe della resistenza fiamminga contro l’oppressione spagnola, incarna infatti profondamente l’“etica della libertà” che Beethoven ha sempre custodito nel proprio pensiero. E dunque l’adesione della musica al dramma va ben oltre i limiti del “genere”. Beethoven, oltre alla celebre Ouverture, compone altri nove numeri: quattro intermezzi, due lieder, due “melodramen” e una sinfonia conclusiva che nonostante l’ammirazione espressa dallo stesso Goethe sono purtroppo quasi scomparsi dal repertorio corrente. L’Ouverture, secondo un topos diffuso, è una sorta di dramma in miniatura che riassume il carattere dei personaggi e delle loro azioni: l’Introduzione lenta espone i due temi principali: quello della lotta contro la tirannia e quello dell’amore di Clara, la figura che per Goethe simboleggia l’aspirazione alla libertà. L’Allegro seguente incarna invece, schematicamente, la rivolta del popolo fiammingo contro l’invasore spagnolo.

Il Concerto per n. 2 per pianoforte e orchestra in si bemolle maggiore op. 19 è la dimostrazione palese di quel principio “teatrale” che attraversa buona parte delle opere strumentali di Beethoven. Composto nel 1795, ma riveduto nel 1798 e portato a termine nel 1801, è probabilmente il meno maturo dei cinque concerti dedicati al pianoforte, ma mostra già nelle sue fibre, in modo forse ruvido ed essenziale, quel principio del contrasto che rappresenta il marchio di fabbrica del primo Beethoven. Nell’Allegro inziale il procedimento oppositivo si manifesta nel carattere dell’invenzione tematica: tema e principale tema secondario, il primo segnato da un ricorrente ritmo puntato, il secondo accarezzato da una certa galanterie, non potrebbero essere più divergenti. Nell’Adagio centrale l’opposizione riguarda la relazione tra il solista e l’orchestra: il pianoforte intona una melopea di esplicita intenzione vocale, mentre le diverse famiglie strumentali si limitano a variare timbricamente le singole frasi della melodia. Nel Rondò conclusivo i due attori in scena – l’uno contro l’altro – sono il refrain del pianoforte, immerso in una brillante allure virtuosistica, e i couplet orchestrali, ispirati invece agli accenti ruvidi e marcati di una immaginaria danza popolare.

Solo in apparenza immerso nell’aura del teatro, ma invece intimo e cameristico, è invece il Siegfried Idyll di Richard Wagner. Si tratta del resto di un prezioso regalo di compleanno che Richard offre alla moglie la mattina di Natale del 1870. Al suo risveglio nella villa di Trebschen, sulle rive del lago di Lucerna, Cosima viene accolta da tredici strumentisti disposti lungo la scala che conduce dalle camere da letto al soggiorno. La prima esecuzione del cadeau avviene dunque alla sola presenza della famiglia Wagner, ma anche di un invitato di lusso: Friedrich Nietzsche. Il carattere intimo e privato di questo “dono” si riflette ovviamente nella scrittura: Wagner utilizza parte di un Quartetto per archi composto nel 1864 e alcuni dei temi del Siegfried, il dramma che avrebbe completato l’anno successivo. Ma la veste strumentale è limpida e trasparente, i motivi principali cantabili e delicati, il ritmo armonico fluido, ancorato solidamente alla tonalità principale di mi maggiore.  

Profondamente radicate in un humus autenticamente popolare sono invece le fortunatissime Danze di Galanta, composte da Zoltan Kodaly nel 1933 per rispondere ad una commissione della Società Filarmonica di Budapest. Galanta è il nome del villaggio dove il giovanissimo Zoltan ha trascorso parte della sua infanzia. Ed è proprio da un’orchestra zigana locale che Kodaly apprende il ritmo di verbunko (una danza popolare suonata durante le cerimonie militari) che costruisce la figura metrica dominante del brano, in forma di rondò e suddiviso in sei sezioni: l’introduzione, basata su un motivo intonato dai corni e dai violoncelli, precede cinque danze disposte, dal punto di vista agogico, in ordine progressivo: dall’Andante maestoso inziale fino ad un febbrile e trascinante Allegro vivace conclusivo.

 

M° Daniel Smith
Direttore d' orchestra

 

Il direttore d’orchestra australiano Daniel Smith ha ottenuto rapidamente il plauso internazionale dopo aver vinto il Primo premio, il Golden Baton e il Premio Orchestra’s Choice al Concorso Internazionale di Direzione d’Orchestra Fitelberg dell’UNESCO, oltre al Secondo premio nel prestigioso Concorso Internazionale di Direzione d’Orchestra Sir Georg Solti. Il suo terzo successo è stato il Primo premio al Concorso Internazionale per Direttori d’Opera Luigi Mancinelli, insieme al premio Orchestra’s Choice al Concorso Internazionale di Direzione d’Orchestra Lutosławski. La musicalità, l’energia e lo spirito di Daniel creano un rapporto contagioso sia con i musicisti che con il pubblico. In seguito al grande successo del suo debutto come primo australiano a dirigere l’orchestra Mariinsky, ha anche diretto l’Orchestra Filarmonica di Londra, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI in Italia, l’Orchestra Filarmonica Nazionale di Varsavia (Filharmonia Narodowa), l’Orchestra Sinfonica della Radio di Francoforte (hr-Sinfonieorchester), la Nuova Filarmonica del Giappone, l’Orchestra Sinfonica Nazionale d’Irlanda RTÉ, l’Orchestra Sinfonica di Indianapolis, l’Orchestra Filarmonica di Montecarlo, l’Orchestra Sinfonica Nazionale Danese (DR SymfoniOrkestret), l’Orchestra Sinfonica di Göteborg (Göteborgs Symfoniker), l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, l’Orchestra Sinfonica Yomiuri Nippon di Tokyo, la Filarmonica dei Paesi Bassi Meridionali (Philharmonie Zuidnederland) e l’Orchestra Sinfonica della Radiotelevisione Croata (Simfonijski orkestar Hrvatske radiotelevizije), tra le altre. Daniel ha diretto in eventi come World Expo, Stars of the White Nights, Mozarteum Festspiele, Järvi Summer Festival, Estate Musicale Chigiana, Aspen Music Festival, Sydney Olympic Arts Festival, MiTo Festival e i Proms, Cracovia. Debutti imminenti attesi con impazienza includono gli incarichi presso Filarmonica Ceca (Ceská filharmonie), il Teatro San Carlo, il Teatro Carlo Felice e i suoi prossimi ritorni all’Orchestra Filarmonica di Londra, al Teatro Mariinsky, all’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, alla Filarmonica di Silesia (Filharmonia Slaska) all’Orchestra Metropolitana di Lisbona. Il 2013 ha segnato i debutti di Daniel Smith al Rossini Opera Festival di Pesaro e al Teatro Mariinsky, con Il viaggio a Reims di Rossini. Il suo successo come direttore operistico è dovuto alla sua esperienza con il Teatro dell’Opera di Roma dove ha lavorato sul principale repertorio operistico con titoli quali: Il barbiere di Siviglia, Così fan tutte, Der Rosenkavalier, La fanciulla del West, La traviata, Tosca e Wozzeck (insieme ai registi Giancarlo del Monaco e Franco Zeffirelli). Daniel ha anche diretto la Cavalleria rusticana, Gianni Schicchi, Suor Angelica, Der fliegende Holländer e La Rondine. A marzo, Daniel ha lanciato la sua nuova fondazione di beneficienza: The Daniel Smith ‘Gift of Music’ Foundation, acquistando personalmente e donando centinaia di biglietti a chi normalmente non può partecipare ai concerti a causa di difficoltà finanziarie, malattie terminali, cecità e disabilità. Daniel ha studiato direzione d’orchestra con Jorma Panula, Neeme Järvi, Gianluigi Gelmetti, Hugh Wolff, Peter Gülke, Imre Palló e Harry Spence Lyth. Ha conseguito un master in musica dal conservatorio musicale di Sydney e goduto di borse di studio offerte dal Trinity College di Londra, dalla American Academy of Conducting di Aspen e dalla Universität Mozarteum di Salisburgo.

 

 

Orchestra I Pomeriggi Musicali

 

27 novembre 1945, ore 17.30: al Teatro Nuovo di Milano debutta l’Orchestra I Pomeriggi Musicali. In programma Mozart e Beethoven accostati a Stravinskij e Prokov’ev. Nell’immediato dopoguerra, nel pieno fervore della ricostruzione, l’impresario teatrale Remigio Paone e il critico musicale Ferdinando Ballo lanciano la nuova formazione con un progetto di straordinaria attualità: dare alla città un’orchestra da camera con un solido repertorio classico ed una specifica vocazione alla contemporaneità. Il successo è immediato e l’Orchestra contribuisce notevolmente alla divulgazione popolare in Italia della musica dei grandi del Novecento censurati durante la dittatura fascista: Stravinskij, Hindemith, Webern, Berg, Poulenc, Honegger, Copland, Yves, Français. I Pomeriggi Musicali avviano, inoltre, una tenace attività di commissione musicale. Per I Pomeriggi compongono infatti Casella, Dallapiccola, Ghedini, Gian Francesco Malipiero, Pizzetti, Respighi. Questa scelta programmatica si consolida nel rapporto con i compositori delle leve successive: Berio, Bussotti, Luciano Chailly, Clementi, Donatoni, Hazon, Maderna, Mannino, Manzoni, Margola, Pennisi, Testi, Tutino, Panni, Fedele, Francesconi, Vacchi. Oggi I Pomeriggi Musicali contano su un vastissimo repertorio che include i capolavori del Barocco, del Classicismo e del primo Romanticismo insieme alla gran parte della musica moderna e contemporanea. Compositori come Honegger e Hindemith, Pizzetti, Dallapiccola, Petrassi e Penderecki hanno diretto la loro musica sul podio de I Pomeriggi Musicali, che diventano trampolino di lancio verso la celebrità di tanti giovani artisti. È il caso di Claudio Abbado, Leonard Bernstein, Rudolf Buchbinder, Pierre Boulez, Michele Campanella, Giuliano Carmignola, Aldo Ceccato, Sergiu Celibidache, Riccardo Chailly, Daniele Gatti, Gianandrea Gavazzeni, Carlo Maria Giulini, Vittorio Gui, Natalia Gutman, Angela Hewitt, Leonidas Kavakos, Alexander Lonquich, Alexander Igor Markevitch, Zubin Mehta, Carl Melles, Riccardo Muti, Donato Renzetti, Hermann Scherchen, Thomas Schippers, Christian Thielemann, Salvatore Accardo, Antonio Ballista, Arturo Benedetti Michelangeli, Bruno Canino, Dino Ciani, Severino Gazzelloni, Franco Gulli, Nikita Magaloff, Nathan Milstein, Massimo Quarta, Maurizio Pollini, Corrado Rovaris e Uto Ughi. Tra i Direttori stabili dell’Orchestra, ricordiamo Nino Sanzogno, il primo, Gianluigi Gelmetti, Giampiero Taverna e Othmar Maga, per arrivare ai milanesi Daniele Gatti, Antonello Manacorda e Aldo Ceccato, direttore emerito dell’Orchestra. In alcuni casi, la direzione musicale è stata affiancata da una direzione artistica; in questa veste: Italo Gomez, Carlo Majer, Marcello Panni, Marco Tutino, Gianni Tangucci, Ivan Fedele, Massimo Collarini e, da luglio 2013, Maurizio Salerno. L’Orchestra I Pomeriggi Musicali svolge la sua attività principalmente a Milano e nelle città lombarde, mentre in autunno contribuisce alle stagioni liriche dei Teatri di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Mantova, Pavia – all’interno del cartellone di Opera Lombardia – e alla stagione di balletto del Teatro alla Scala. Invitata nelle principali stagioni sinfoniche italiane, l’Orchestra è ospite anche delle maggiori sale da concerto europee. I Pomeriggi Musicali sono una Fondazione costituita dalla Regione Lombardia, dal Comune di Milano, dalla Provincia di Milano, e da enti privati, riconosciuta dallo Stato come istituzione concertistico-orchestrale e dalla Regione Lombardia come ente primario di produzione musicale. Sede dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali è lo storico Teatro Dal Verme, sito nel cuore di Milano.

 



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