ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI
La stagione
Musica Classica e Sinfonica 

73ª Stagione Sinfonica Orchestra I Pomeriggi Musicali Ciclo Beethoven



Direttore: Massimiliano Caldi
Pianoforte: Alexander Gadjiev
Orchestra I Pomeriggi Musicali

PROGRAMMA

Henryk Górecki (1933-2010)

Tre pezzi in stile antico

 

Ottorino Respighi (1879-1936)

Trittico Botticelliano

La primavera

L'adorazione dei magi

La nascita di Venere

 

* * *

 

Ludwig van Beethoven (1770-1827)

Concerto per pianoforte e orchestra, in Re maggiore, op. 61

(trascrizione dell’Autore dal Concerto per violino e orchestra op. 61)

Allegro ma non troppo

Larghetto

Rondò: Allegro

 

Note di sala a cura di Guido Barbieri

 

Le prime due pagine che ascolteremo questa sera condividono un tema cruciale della creazione artistica: la relazione, prismatica e molteplice, tra il linguaggio del tempo presente e il linguaggio della tradizione. Un’endiadi aggrovigliata come un fascio di rovi che la musica del Novecento ha declinato in un numero infinito di possibilità. Il caso di Henryk Gorecki, compositore polacco nato nel 1933 e scomparso nel 2010, e dei suoi Tre pezzi in stile antico, è particolarmente rivelatore. Arrivato tardi, a metà degli anni Cinquanta, agli studi di composizione, si trasferisce poco più che trentenne, all’inizio del decennio successivo, a Parigi. La sua strada si incrocia ben presto con quella di Olivier Messiaen e dei maggiori esponenti della Nuova Musica: Boulez, Stockhausen, Nono. E infatti i primi lavori di Gorecki sono attraversati dalle influenze del post webernismo e del serialismo integrale. Il ritorno in Polonia, a metà degli anni Sessanta, segna l’esigenza di una sostanziale semplificazione del disegno compositivo e un ritorno alle radici etniche e musicali della cultura polacca. È l’inizio di un nuovo corso che conduce Gorecki a coltivare una scrittura iterativa, minimale, che ruota intorno a centri tonali e modali ben definiti. È la strada che lo porterà, nel 1976, alla Sinfonia n. 3, caso rarissimo di “ricezione di massa” di un’opera nata nell’alveo della musica d’arte contemporanea. I Tre Pezzi in stile antico, nati nel 1963, danno l’avvio, insieme a Genesis dell’anno precedente, alla fase della “neo semplicità” e del ritorno alle radici nazionali. I tre brani, destinati ai soli archi, seguono la tipica successione lento-veloce-lento: il primo, in modo maggiore, si muove costantemente tra due blocchi accordali che generano al tempo stesso un senso di stasi e di movimento. Il secondo brano è una danza in tempo rapido, basata su un costante ostinato ritmico, il terzo è costruito in modo che ogni strumento inizi la propria melodia su un grado diverso del modo dorico, generando così l’impressione di una densa micropolifonia a otto parti.

Anche Ottorino Respighi, in tutt’altro contesto geografico e culturale, si rivolge ad un passato storicamente determinato. Ma il suo cannocchiale rovesciato non guarda verso la musica bensì verso la storia dell’arte antica. E in particolare verso l’amatissima pittura di Sandro Botticelli. Il Trittico Botticelliano, commissionato dalla Fondazione Elizabeth Sprague Coolidge ed eseguito a Vienna nel 1927, non è però un fiore nel deserto. Anzi, anticipa, per molti versi, le tendenze arcaicizzanti della musica italiana degli anni Trenta: il neo madrigalismo, il modalismo, il neo barocco che emergeranno ad esempio da alcune delle opere coeve di Goffredo Petrassi. In Respighi prevale sempre però, oltre ogni tendenza estetica, un gusto personalissimo per il suono, per la varietà dei colori, delle tinte, dei timbri. Un tratto che, sebbene applicato ad un organico orchestrale ridotto, accompagna anche le tre pale del Trittico. Nel primo quadro – dedicato alla Primavera – i trilli e i tremoli insistiti degli archi evocano con fedeltà quasi fotografica i venti primaverili, i canti degli uccelli, lo zampillare delle sorgenti, mentre il ritmo di una danza antica sembra imprimere un lieve movimento coreografico alle figure di Venere, di Flora e delle Grazie. Il secondo quadro – L’adorazione dei Magi - è invece una sorta di pastorale lenta che richiama, attraverso l’uso di un moderato modalismo, l’aura sfumata nel tempo di antichi e dimenticati canti gregoriani. La terza pala – La Nascita di Venere - è infine un fedele diagramma sonoro del dipinto: il moto ondeggiante delle figure ritmiche traccia, all’inizio, il movimento delle onde, mentre una cullante melodia di sapore modale dipinge letteralmente la figura statuaria e al tempo stesso sensualissima di Venere che sorge dalle acque.

Il programma si chiude con un’altra illusione sonora, sia pure più concreta e “materiale”: il Concerto per pianoforte e orchestra in re maggiore op. 61° di Ludwig van Beethoven. Non si tratta di un improbabile Sesto Concerto per pianoforte, bensì della trascrizione, realizzata dallo stesso Beethoven su esplicito invito di Muzio Clementi, del Concerto per violino e orchestra op. 61. Un “travestimento” puramente funzionale e di carattere “commerciale” non fosse per le quattro cadenze originali che accompagnano la revisione: una per il primo movimento, una per il passaggio dal secondo al terzo e due per il movimento conclusivo. Un lascito prezioso che fa sentire ancora di più la mancanza della canonica cadenza nella versione originale.

 

M° Massimiliano Caldi
Direttore d' orchestra

 

Con una ampia esperienza sia in campo sinfonico, operistico, dell’operetta e del balletto, una particolare attenzione rivolta alla musica contemporanea e alla valorizzazione di opere dell’Ottocento uscite dal repertorio e uno stile direttoriale sempre brillante e lineare, Massimiliano Caldi si distingue per la sua grande preparazione professionale trasmessagli dai suoi maestri Gallini, Bellugi, Acél, Renzetti, Gatti, Chung e Temirkanov. Caldi è amato dalle orchestre per coerenza interpretativa, gusto musicale ma anche per le sue qualità umane. Vincitore assoluto del Concorso Internazionale di Direzione d'Orchestra Grzegorz Fitelberg a Katowice in Polonia nell'edizione del 1999, ha ottenuto il primo premio della giuria, dell’orchestra e del pubblico. Direttore Principale dell’Orchestra da Camera Milano Classica dal 1998 al 2009, dal 2006 al 2010 è stato Direttore Artistico dell'Orchestra da Camera Slesiana. Nel 2012 è stato nominato Direttore Principale della Filarmonica Polacca Baltica Chopin di Danzica e nel 2014 Direttore Principale e Consulente Artistico della Filarmonica Moniuszko di Koszalin. Dal 2016 Caldi ha incrementato, poi, la sua attività con la Filarmonica Podkarpacka Malawski di Rzeszów e la Filarmonica Rubinstein di Lódz. Milanese, Massimiliano Caldi ha un forte legame con la propria città che gli ha permesso, grazie alla presenza di un’ampia offerta musicale ed alla frequentazione sin da bambino del Teatro alla Scala e del Conservatorio, di coltivare la passione per la musica in generale e per l’opera in particolare fino ad arrivare a decidere di intraprendere la carriera direttoriale dopo i corsi di pianoforte e composizione frequentati presso la Civica Scuola di Musica di Milano. In particolare a Milano Massimiliano Caldi collabora con diverse istituzioni quali l’Accademia Teatro alla Scala con la cui orchestra ha diretto un galà lirico alla Royal Opera House di Muscat in Oman, I Virtuosi del Teatro alla Scala, che ha diretto, fra l’altro, in un concerto al Castello Reale di Varsavia, l’Orchestra I Pomeriggi Musicali, l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi e l’Orchestra da Camera Milano Classica. In Italia ha collaborato con l’Opera di Firenze/Maggio Musicale Fiorentino, con il Teatro Comunale di Bologna, con il Teatro Regio di Torino, con il Teatro Massimo di Palermo, con la Fondazione Arena di Verona; ha diretto alla Sala Verdi del Conservatorio di Milano, all’Auditorium del Lingotto di Torino, al Teatro Carlo Felice di Genova, al Teatro Filarmonico di Verona, all’Auditorium Paganini di Parma, al Teatro Verdi di Busseto, al Teatro Politeama di Palermo, al Teatro Politeama Greco di Lecce, sul podio delle principali orchestre italiane fra cui l'Orchestra di Padova e del Veneto, l'Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari, l'Orchestra della Fondazione Arturo Toscanini di Parma, l'Orchestra Sinfonica Giovanile del Piemonte, l'Orchestra Sinfonica di Sanremo, l'Orchestra Regionale di Roma e del Lazio, l’Orchestra Filarmonica di Torino, l'Orchestra della Istituzione Sinfonica Abruzzese, l'Orchestra Filarmonia Veneta, l’Orchestra della Magna Grecia e l’Orchestra Sinfonica Tito Schipa di Lecce. In Polonia tiene regolarmente concerti nell’ambito dei principali festival polacchi, presso le più importanti Filarmoniche e dirige produzioni liriche nei maggiori teatri d’opera. Si è esibito con l'Orchestra Sinfonica della Radio Polacca e con l’Orchestra Sinfonia Iuventus presso la sala della Filarmonica Nazionale di Varsavia. Sempre a Varsavia ha diretto l’Orchestra Sinfonica dell'Università Musicale Chopin. Ha diretto, tra le altre, l'Orchestra Filarmonica Szymanowski di Cracovia, l’Orchestra dell’Accademia Beethoven di Cracovia, la Sinfonietta Cracovia, l'Orchestra Sinfonica Nazionale della Radio Polacca di Katowice e l’Orchestra Filarmonica Karlowicz di Stettino. In Europa si è esibito inoltre alla Konzerthaus di Vienna, alla Brucknerhaus di Linz, alla Beethoven Halle di Bonn, alla Jarhunderthalle Hoechst di Francoforte, all'Accademia Franz Liszt di Budapest, al Rudolfinum di Praga, al Festspielhaus di Baden-Baden, al Rosengarten di Mannheim e nelle città di Amsterdam, Monaco di Baviera, Szeged, Biel e Murten e nella regione spagnola di Extremadura. In Russia nel 2016 si è esibito alla Sala Rachmaninov del Conservatorio di Mosca e, su invito di Yuri Temirkanov, ha debuttato a San Pietroburgocon l'Orchestra Filarmonica nella leggendaria "Grande Sala", in un programma dedicato ai più illustri compositori italiani. In Israele ha diretto la Israel Sinfonietta Beer Sheva, in Turchia la Istanbul State Symphony Orchestra, in Brasile l'Orchestra Sinfonica di Santo Andrè, in Cile l’Orchestra Sinfonica del Cile ed è stato in tournée negli Stati Uniti con l’Orchestra Filarmonica Polacca Baltica Chopin di Danzica (gennaio 2016). A partire dal 1991 Caldi ha diretto, tra l'altro, Orphèe et Eurydice di Gluck, La bohème di Puccini, Salomè di Strauss, Nabucco, Rigoletto, La traviata e Trovatore di Verdi, Così fan tutte, Don Giovanni, Le nozze di Figaro, Il flauto magico e La finta semplice di Mozart, Cavalleria rusticana di Mascagni, Il barbiere di Siviglia di Rossini, Norma di Bellini, I due timidi e La notte di un nevrastenico di Rota, La serva padrona di Pergolesi. Prossimamente dirigerà nuovamente Nabucco di Verdi al Teatro Grande di Poznan (maggio 2017) e Notte per me luminosa, un’opera di Marco Betta dedicata all'Orlando furioso di Ludovico Ariosto per il Teatro Comunale di Piacenza (aprile 2017). La sua attenzione è rivolta anche all'opera contemporanea, negli anni infatti ha diretto prime esecuzioni assolute di Peter Uncino di Tutino, Nevebianca di Betta e La zingara guerriera di Nicolini.

 

 

Alexander Gadjiev
Pianoforte solista

 

Alexander Gadjiev è nato nel 1994 a Gorizia in una famiglia di musicisti. Ha iniziato lo studio del pianoforte all’età di 5 anni con la madre, Ingrid Silic, e ha proseguito con suo padre Siavush Gadjiev, noto didatta russo. Ha vinto il primo premio assoluto in diversi concorsi giovanili. All’età di 9 anni ha suonato il Concerto Do maggiore per pianoforte e orchestra di Haydn ottenendo ottime critiche dalla stampa. Ha tenuto il suo primo recital all’età di dieci anni. Tra il 2005 e il 2008 ha suonato come solista al Palazzo del Governo di Trieste nell’ambito della stagione concertistica Chamber Music, al Teatro Alfieri di Torino, al Teatro Fumagalli di Cantù, nella sala dei festival di Lubiana, all’Auditorium e al Teatro Bratuz di Gorizia. Dopo il successo ottenuto al Concorso pianistico di Lubiana è stato invitato ai festival di Lubiana e di Feldkirchen. Nel 2009 ha suonato il Concerto di Grieg con l’Orchestra Ars Atelier di Gorizia sotto la direzione di Marco Feruglio e con l’Orchestra dell’Opera di Lubiana sotto la guida di Igor Svara. Nel 2010 ha tenuto recital solistici all’Auditorium Pollini di Padova, al Museo Revoltella di Trieste e al Festival Pianistico del Ridotto del Teatro Verdi di Trieste, alle Filarmoniche di Lubiana e Maribor. Nel 2012 ha suonato con l’Orchestra RTV Slovenija il Concerto di Čajkovskij sotto la guida di En Shao. Nell’aprile dello stesso anno ha vinto il Terzo Premio alla Prima edizione del FVG International Piano Competition. Nel giugno del 2012 ha vinto la IX edizione del Premio delle Arti svoltasi a Trieste, con giudizio unanime della giuria. Sempre nel 2012 si è diplomato al Conservatorio Bruno Maderna di Cesena con lode e menzione speciale e ha debuttato a Parigi, suonando al Centro Culturale Italiano nell’ambito della rassegna Suona italiano. Nel maggio 2013 ha suonato a Roma nello splendido Museo dell’Ara Pacis, e a novembre dello stesso anno ha vinto la XXX edizione del prestigioso Premio Venezia, rassegna alla quale possono partecipare solo i diplomati eccellenti dei Conservatori Italiani. Grazie a questa vittoria si è esibito, tra gli altri, al Teatro La Fenice di Venezia in concerti solistici e con orchestra e ha debuttato a Londra. Dall’autunno 2013 si perfeziona nella classe di Pavel Gililov al Mozarteum di Salisburgo. Nel giugno 2014 ha raggiunto la fase semifinale del prestigioso Gina Bachauer International Artists Piano Competition. Ad agosto è stato selezionato per partecipare alla fase finale del Premio Busoni di Bolzano e ad aprile 2015 ha suonato con l’Orchestra della Fenice il Concerto n. 1 di Šostakovič, sotto la direzione di Temirkanov.

 

 

Orchestra I Pomeriggi Musicali

 

27 novembre 1945, ore 17.30: al Teatro Nuovo di Milano debutta l’Orchestra I Pomeriggi Musicali. In programma Mozart e Beethoven accostati a Stravinskij e Prokov’ev. Nell’immediato dopoguerra, nel pieno fervore della ricostruzione, l’impresario teatrale Remigio Paone e il critico musicale Ferdinando Ballo lanciano la nuova formazione con un progetto di straordinaria attualità: dare alla città un’orchestra da camera con un solido repertorio classico ed una specifica vocazione alla contemporaneità. Il successo è immediato e l’Orchestra contribuisce notevolmente alla divulgazione popolare in Italia della musica dei grandi del Novecento censurati durante la dittatura fascista: Stravinskij, Hindemith, Webern, Berg, Poulenc, Honegger, Copland, Yves, Français. I Pomeriggi Musicali avviano, inoltre, una tenace attività di commissione musicale. Per I Pomeriggi compongono infatti Casella, Dallapiccola, Ghedini, Gian Francesco Malipiero, Pizzetti, Respighi. Questa scelta programmatica si consolida nel rapporto con i compositori delle leve successive: Berio, Bussotti, Luciano Chailly, Clementi, Donatoni, Hazon, Maderna, Mannino, Manzoni, Margola, Pennisi, Testi, Tutino, Panni, Fedele, Francesconi, Vacchi. Oggi I Pomeriggi Musicali contano su un vastissimo repertorio che include i capolavori del Barocco, del Classicismo e del primo Romanticismo insieme alla gran parte della musica moderna e contemporanea. Compositori come Honegger e Hindemith, Pizzetti, Dallapiccola, Petrassi e Penderecki hanno diretto la loro musica sul podio de I Pomeriggi Musicali, che diventano trampolino di lancio verso la celebrità di tanti giovani artisti. È il caso di Claudio Abbado, Leonard Bernstein, Rudolf Buchbinder, Pierre Boulez, Michele Campanella, Giuliano Carmignola, Aldo Ceccato, Sergiu Celibidache, Riccardo Chailly, Daniele Gatti, Gianandrea Gavazzeni, Carlo Maria Giulini, Vittorio Gui, Natalia Gutman, Angela Hewitt, Leonidas Kavakos, Alexander Lonquich, Alexander Igor Markevitch, Zubin Mehta, Carl Melles, Riccardo Muti, Donato Renzetti, Hermann Scherchen, Thomas Schippers, Christian Thielemann, Salvatore Accardo, Antonio Ballista, Arturo Benedetti Michelangeli, Bruno Canino, Dino Ciani, Severino Gazzelloni, Franco Gulli, Nikita Magaloff, Nathan Milstein, Massimo Quarta, Maurizio Pollini, Corrado Rovaris e Uto Ughi. Tra i Direttori stabili dell’Orchestra, ricordiamo Nino Sanzogno, il primo, Gianluigi Gelmetti, Giampiero Taverna e Othmar Maga, per arrivare ai milanesi Daniele Gatti, Antonello Manacorda e Aldo Ceccato, direttore emerito dell’Orchestra. In alcuni casi, la direzione musicale è stata affiancata da una direzione artistica; in questa veste: Italo Gomez, Carlo Majer, Marcello Panni, Marco Tutino, Gianni Tangucci, Ivan Fedele, Massimo Collarini e, da luglio 2013, Maurizio Salerno. L’Orchestra I Pomeriggi Musicali svolge la sua attività principalmente a Milano e nelle città lombarde, mentre in autunno contribuisce alle stagioni liriche dei Teatri di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Mantova, Pavia – all’interno del cartellone di Opera Lombardia – e alla stagione di balletto del Teatro alla Scala. Invitata nelle principali stagioni sinfoniche italiane, l’Orchestra è ospite anche delle maggiori sale da concerto europee. I Pomeriggi Musicali sono una Fondazione costituita dalla Regione Lombardia, dal Comune di Milano, dalla Provincia di Milano, e da enti privati, riconosciuta dallo Stato come istituzione concertistico-orchestrale e dalla Regione Lombardia come ente primario di produzione musicale. Sede dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali è lo storico Teatro Dal Verme, sito nel cuore di Milano.




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