ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI
La stagione
Musica Classica e Sinfonica 

76a Stagione Sinfonica Orchestra I Pomeriggi Musicali



L’abito della festa

Händel, Musica per i reali fuochi d’artificio in re magg. HWV 351

Mozart, Sinfonia n. 35 in re magg. K 385 “Haffner”

Direttore: Stefano Montanari

Orchestra I Pomeriggi Musicali 

PROGRAMMA

Georg Friedrich Händel (1685-1759)

Musica per i regali fuochi d’artificio, HVW 351

I: Ouverture: Adagio-Allegro-Lentement-Allegro

II: Bourrée

III: La paix: Largo alla siciliana

IV: La Réjouissance

V: Minuetto I e II

 

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791),

Sinfonia n.35 in re maggiore, K 385 “Haffner”

I: Allegro con spirito

II: Andante

III: Menuetto

IV: Presto

 

 

L’abito della festa

 

Molto accomuna i lavori in programma, il più antico del cartellone della 76° stagione dei Pomeriggi Musicali e la prima delle sette sinfonie mozartiane che si avrà modo di ascoltare. Entrambe le composizioni nacquero per occasioni festive, per celebrare eventi fausti di natura diversa ma radicati nella società ancien régime di quel Settecento che si potrebbe a buon diritto definire il secolo di Handel e Mozart. Entrambe ci raccontano del costume che vedeva nella musica un ingrediente primario e imprescindibile di ogni celebrazione di interesse pubblico, cui contribuiva con la capacità di rendere solenne e trasmettere euforia. Lo denuncia, in entrambe le partiture, l’adozione del Re maggiore, tonalità festiva per antonomasia poiché perfettamente adatta al clangore degli ottoni, trombe e corni, nel Settecento ancora “naturali” ovvero senza pistoni, e alla luminosità dei violini. Entrambe le partiture furono lavori d’occasione, con cui i rispettivi compositori risposero a una sollecitazione esterna e non a un’intima ispirazione: circostanza che tuttavia non ha affatto nuociuto alla qualità del risultato. Al di là di tutte queste affinità, il rapido scorrere della Storia, della musica in questo caso, non manca di farsi sentire: benché composti a poco più di trent’anni di distanza, le due partiture sembrano provenire da continenti remoti: nonostante qualche labile punto di contatto come l’adozione della forma del minuetto, parlano lingue diverse, come se la Londra dell’estrema maturità di Handel e la Vienna in cui era da poco approdato il giovane Mozart distassero ben più dei 1400 km. che le separano. Vi si contrappongono infatti, l’un contro l’altro armato, da un lato il mondo della suite di ascendenza ancora secentesca, dall’altro il moderno sinfonismo posto da Haydn a fondamento dello stile classico.

The Musick for the Royal Fireworks nacque nella grande stagione degli oratori handeliani, quando il compositore, tedesco di nascita ma naturalizzato cittadino britannico, fu raggiunto dalla commissione della Corte reale inglese per i festeggiamenti della Pace di Aquisgrana che il 7 ottobre 1748 aveva posto fine alla Guerra di successione austriaca. La prima esecuzione, il 27 aprile 1749 al londinese Green Park, avrebbe combinato sinesteticamente un grandioso spettacolo di fuochi d’artificio con lo spiegamento d’una compagine musicale straordinaria, ridimensionata al formato standard dal compositore stesso per una ripresa presso il Foundling Hospital, istituzione per l’infanzia abbandonata di cui Handel era da quell’anno governatore. Per la sua ultima grande composizione orchestrale, Handel propose una suite di stile francese (ouverture, tre danze e un pezzo caratteristico, La Réjouissance) dal chiaro intento celebrativo. Esaltano in particolare gli effetti benefici della pace La Paix e La Réjouissance. Grandiosità dell’impatto fonico e felicità dell’invenzione tematica si alleano in una costruzione che alterna per contrasto il vigore marziale di ouverture, Réjouissance e di uno dei menuet alla delicata essenzialità di Bourrée, Paix e dell’altro menuet. Si apprezzino la monumentale Ouverture, debitrice della Hornpipe della Water Music di 24 anni prima, il quadro di serenità pastorale (ritmo alla Siciliana, rilievo dei fiati) della Paix, la trasfigurazione d’una fanfara vittoriosa della Réjouissance, che rielabora idee tematiche dell’italiano Giovanni Porta. In questa festa musicale sono protagonisti il piacere del suono, la pennellata larga del gesto melodico per una compagine numerosa, l’erompere di un’energia ritmica senza briglie, il cicaleccio fragoroso dei fiati, le figure marziali di fanfara, l’invenzione inesausta di puntuti profili ritmici, l’amabilità cordialità dei temi, il tono dominante di spensierata allegria.

        

Ben altra commissione, privata ma non meno cogente, giunse a Mozart nel luglio 1782 tramite il padre Leopold, che dalla natìa Saliburgo richiedeva una musica festiva per l’innalzamento al rango nobiliare del borgomastro di Salisburgo Siegmund Haffner, di cui Wolfgang aveva celebrato sei anni prima le nozze della figlia con la splendida Serenata K. 250, nota anch’essa come “Haffner”. La richiesta lo coglieva alle prese con l’allestimento del Ratto dal Serraglio, biglietto da visita a Vienna, e le nozze con Constanze. Accettò di malavoglia e lavorò nei ritagli di tempo: «la notte», «il più presto possibile», cercando «nella misura in cui la fretta me lo consente, di scriver bene», assicurò al padre. Compose così un’altra serenata in sei movimenti, che rivide e ridusse, per il concerto viennese del 23 marzo 1783 cui interverrà assai compiaciuto l’imperatore Giuseppe II, nei quattro tempi della sinfonia classica. E scrisse «bene», se, quando Leopold gli restituì la partitura, ne restò lui stesso piacevolmente sorpreso (la fretta in cui aveva composto ne aveva rimosso ogni ricordo!). La prima delle cinque sinfonie scritte a Vienna (inclusa la “Praga”), ci introduce alla vitalità frenetica di una musica cittadina e teatrale, in cui l’orchestra è protagonista di una commedia che dal teatro mutua gli elementi fondamentali: carattere spiccato dei personaggi e crepitante mobilità dell’azione. Incardinata in Re maggiore, tonalità dell’ouverture delle Nozze di Figaro, la «folle journée» di questa sinfonia fa sfilare un burrascoso I tempo sorprendentemente monotematico che dissimula sotto l’energia straripante un dotto studio di contrappunto; il ludus delizioso dell’Andante, non meno dotato di spirito, nel senso settecentesco di arguzia, di quanto l’Allegro lo fosse in termini di brio; la solennità cerimoniale ma mai greve del Minuetto, scelto da Mozart tra i due composti per l’originaria serenata; la cordialità di entrambi i temi del Finale (il primo ispirato a un’aria di Osmin dal Ratto del Serraglio), frizzanti e giocosi come s’addice al rondò che corona una sinfonia classica, da eseguirsi, prescrive l’Autore, «il più velocemente possibile».

 

Raffaele Mellace

 

 

Stefano Montanari

direttore d’orchestra

 

Diplomato in violino e pianoforte affianca all’attività di direttore d’orchestra, quella di solista al violino e al fortepiano. È direttore musicale dell’ensemble barocco “I Bollenti Spiriti” di Lione e ospite regolare di istituzioni quali: La Fenice di Venezia, Opera di Roma, Donizetti di Bergamo, Opéra de Lyon, Arena di Verona, Maggio Musicale Fiorentino, Royal Opera House di Londra, Bolshoj e Tchaikovsky Concert Hall a Mosca, Opera di Stoccarda, Ravenna Festival e molti altri.

Tra gli impegni recenti si citano Agrippina e La clemenza di Tito ad Anversa, Le Nozze di Figaro con la regia di Graham Vick a Roma; Die Lustige Witwe con la regia di Damiano Michieletto e Il Barbiere di Siviglia a Venezia, Iphigenie en Tauride a Stoccarda, Così fan tutte a Londra, Rinaldo con Il Pomo d’Oro in una tournée europea, i Concerti brandeburghesi a Lione.

Direttore del progetto «Jugendspodium - Incontri musicali Dresda-Venezia», insegna alla Civica Scuola di Musica Claudio Abbado e ha pubblicato il “Metodo di violino barocco”. Stefano Montanari è stato nominato ai Grammy Awards per O Solitude con Andreas Scholl (Decca).

Tra gli impegni dei prossimi mesi si ricordano: Die Fledermaus a Stoccarda; Anna Bolena a Ginevra; Le Nozze di Figaro a Lyon; Requiem di Mozart a Valencia; Le Nozze in Villa di Donizetti a Bergamo; Orphée et Euridyce di Berlioz a Zurigo; La Cenerentola e Il Barbiere di Siviglia a Vienna; Die Entführung aus dem Serail e Agrippina a Monaco di Baviera.

 

 



NOTE

Informazioni generali

Dal 14 luglio 2020 al 5 settembre 2020 (La Biglietteria sarà chiusa dal 2 al 31 agosto 2020) sarà possibile rinnovare i vecchi abbonamenti.
In ottemperanza alla normativa per il contenimento del Covid 19, il posizionamento in sala dovrà tenere conto del distanziamento sociale.
Il rinnovo dell’abbonamento, comunque, garantisce ai Signori Abbonati che essi potranno riprendere il proprio posto abituale nella Stagione 2021 – 22.

 

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