ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI
La stagione
Musica Classica e Sinfonica 

75ª Stagione Sinfonica dell'Orchestra I Pomeriggi Musicali - Anniversari



Direttore: Gabor Takacs-Nagy

Orchestra I Pomeriggi Musicali

PROGRAMMA

Robert Schumann (1810-1856)

Sinfonia n. 4 in re minore op. 120

I: Ziemlich langsam - Lebhaft

II: Romanze: Ziemlich langsam

III: Scherzo: Lebhaft

IV: Langsam - Lebhaft

***

Antonín Dvořák (1841-1904)

Sinfonia n. 8 in Sol Maggiore op. 88

I: Allegro con brio

II: Adagio

III: Allegretto grazioso. Molto vivace

IV: Allegro non troppo


La Sinfonia n. 4 venne composta da Schumann tra giugno e settembre 1841 e offerta in dono per il compleanno alla moglie Clara Schumann. Pur essendo la seconda in ordine di composizione fu pubblicata però solo nel 1851, dopo una completa revisione e una nuova strumentazione, per cui risulta quarta in ordine di pubblicazione, visto che nel frattempo erano giunte quelle conosciute come seconda e terza. Nella versione originaria era scritta in un unico tempo e per questo motivo recava il titolo "Fantasia sinfonica per grande orchestra". Nonostante la revisione e la sua incontestabile bellezza essa presenta una certa discontinuità, e forse per questo non è la più apprezzata tra le sinfonie di Schumann. Tra le sue peculiarità vorrei additare in particolare il terzo tempo (Scherzo) che inizia con un’atmosfera incisiva e quasi marziale, cui se ne oppone un’altra mirabilmente calma e sognante (Trio). Circa 25 anni fa il musicologo americano Larry Todd rivelò che il tema iniziale che ho appena citato è tratto quasi alla lettera dalla prima sinfonia di un compositore oggi del tutto dimenticato, Johann Wenzel Kalliwoda (1801-1866). Possiamo credere al fatto che Schumann abbia citato un compositore "minore" come Kalliwoda? Decisamente sì, dopo aver saputo che di quest'ultimo egli aveva riconosciuto e ampiamente commentato sulla sua rivista "Neue Zeitschrift für Musik", le indubbie doti artistiche e inventive, rimproverandogli solo di non averle mai sfruttate fino in fondo. A giudizio di Andrea Malvano, che alle citazioni musicali di Schumann ha dedicato una tesi e un volume (Voci da lontano, 2003) si tratterebbe di una reminiscenza indiretta o inconsapevole ("un'azione criptomimetica della memoria"). Comunque stiano le cose, a me piace pensare che Schumann possa aver citato deliberatamente un autore da lui ammirato (casi del genere sono tutt'altro che rari nella storia della musica) cui si deve peraltro una sterminata produzione che comprende, oltre a sette sinfonie, ouvertures, concerti per strumento e orchestra, moltissima musica sacra e opere liriche, tra cui Blanda rappresentata nel 1847. So che non tutti sarebbero d’accordo nell’assegnare la preferenza proprio a questo terzo tempo della sinfonia di Schumann, ma io lo adoro, permettete... (e attenzione: il quarto inizia senza alcuna interruzione).

 

Durante la vita di Dvořák la sinfonia op. 88, oggi conosciuta come Sinfonia n. 8, occupava solo il quarto posto (le altre giovanili non venivano ancora conteggiate). Dvořák la scrisse nel 1889, come ricorda il titolo sul frontespizio della partitura, in occasione della sua "ammissione nell'Accademia imperiale 'Francesco Giuseppe' di scienze, lettere ed arti di Boemia". Con il suo carattere aperto e lirico essa contrasta con quello piuttosto oscuro della precedente sinfonia n. 7 anche perché Dvořák, stando alle sue stesse dichiarazioni, volle ispirarsi al sereno paesaggio della sua residenza estiva di Vysoká u Příbramě, per scrivere "un'opera diversa dalle altre mie sinfonie, con idee particolari e di nuova concezione". La prima esecuzione fu da lui diretta il 2 febbraio 1890 a Praga, con l'Orchestra del Teatro Nazionale Ceco e costituì un ulteriore successo per il compositore. Altre esecuzioni sotto la sua direzione si ebbero il 7 novembre 1890 in un concerto a Francoforte sul Meno e l'anno successivo a Cambridge, alla vigilia della laurea honoris causa che lì gli fu attribuita. Il celebre direttore Hans Richter (il primo a condurre la Tetralogia a Bayreuth per volontà dello stesso Wagner), che già gli aveva commissionato la sinfonia n. 6 nel 1880, contribuì molto alla diffusione di questa nuova opera proponendola per la prima volta a Vienna e Londra, e così scrivendo a Dvořák dopo la prima viennese nel 1887: "Avresti sicuramente apprezzato questa esibizione. Sentivamo che era un lavoro bellissimo, quindi partecipavamo tutti con entusiasmo. [...] L'applauso è stato caloroso e sincero". E in effetti questa sinfonia, insieme con la Settima e la Nona ("Dal nuovo mondo") va considerata tra le più rilevanti creazioni sinfoniche del compositore.

A parte le indiscusse doti come compositore, Dvořák – credo lo sappiano in pochi e mi piace ricordarlo – fu anche tra i primi appassionati di ferrovie in Europa ed apprezzato per le sue conoscenze sulle locomotive del tempo. A dieci anni aveva partecipato all'inaugurazione della Ferrovia del Nord che attraversava il suo villaggio nativo in Boemia, Nelahozeves, ciò che dovette procurargli le prime attenzioni verso tale inclinazione. Anche riguardo a navi e altri mezzi di trasporto motorizzati Dvořák dimostrò così tanto interesse che, in caso di mancanza di tempo, si procurava le informazioni da altri, tra cui il suo futuro genero Josef Suk (brillante violinista e compositore anche lui). Inoltre – ci potreste credere? - da ragazzo, negli anni 1854-56, nel mentre prendeva lezioni d'organo, piano, violino e tedesco da Anton Liehmann nella cittadina di Zlonice, Dvořák, seguendo le orme del padre, aveva fatto anche l'apprendista macellaio, ottenendo persino l'abilitazione per poter esercitare quella professione.

note a margine di Renato Meucci


M° Gabor Takacs-Nagy

Direttore d'orchestra


Gábor Takács-Nagy è nato a Budapest dove ha iniziato a studiare violino all’età di 8 anni. Ancora studente dell’Accademia Franz Liszt, riceve nel 1979 il primo premio al Concorso Jeno Hubay. Successivamente studia con Nathan Milstein. Per la musica da camera ha avuto come insegnanti Ferenc Rados, Andras Mihaly e György Kurtag.  Dal 1975 al 1992 è primo violino e fondatore del celebre Quartetto Takacs, che in brevissimo tempo riceve il primo premio nei principali concorsi internazionali per quartetto d’archi : Evian nel 1977 e Londra nel 1979. Il Quartetto ha collaborato con artisti quali Sir Georg Solti, Lord Menuhin, Isaac Stern, Mistislav Rostropovich, Andras Schiff, James Galway, Paul Tortelier, Mihail Pletnev, Gidon Kremer, Joshua Bel e Miklos Perényi. Molte sono le registrazioni discografiche relizzate dal quartetto per la Decca e la Hungaroton. Nel 1982 l’artista riceve il Premio Liszt e nel 1996 fonda il Takacs Piano Trio con il quale realizza in prima esecuzione le registrazioni di lavori dei compositori ungheresi Franz Liszt e Laszlo Lajtha e l’opera completa per violino di Sandor Veress. Dal 1997 Gábor Takács-Nagy è professore di quartetto al Conservatorio di Ginevra e tiene master class in prestigiose accademie internazionali.   Nel 1999 dà vita al quartetto Mikrokosmos con i compatrioti Miklos Pereny, Zoltan Tuska e Sandor Papp e nel 2009 la loro registrazione dei quartetti di Bartok si aggiudica il premio «Pizzicato-Excellentia».  Interprete fra i più autentici della musica ungherese, e in modo particolare delle opere di Bartok, Gábor Takács a partire dal 2001 dedica sempre più energie e spazio alla direzione d’orchestra. E’ ospite di importanti orchestre europee e non solo : Irish Chamber Orchestra, Verbier Festival Chamber Orchestra, Budapest Festival Orchestra, Camerata Freiburg, Tapiola Sinfonietta, Toho Gakuen Orchestra. Nel 2005 costituisce la propria orchestra d’archi, la Camerata Bellerive a Ginevra. Dal 2007 è direttore musicale del Verbier Festival Chamber Orchestra, collaborando con solisti quali Martha Argerich, Joshua Bell, Jean-Yves Thibaudet, Emmanuel Ax, Frederica von Stade e Angelica Kirschschlager, per ricordarne alcuni. Da Settembre 2010 l’interprete ricopre gli incarichi di direttore dell’Orchestra Sinfonica MAV di Budapest e della Camerata Manchester.

 

Orchestra I Pomeriggi Musicali


27 novembre 1945, ore 17.30: al Teatro Nuovo di Milano debutta l’Orchestra I Pomeriggi Musicali. In programma Mozart e Beethoven accostati a Stravinskij e Prokof’ev. Nell’immediato dopoguerra, nel pieno fervore della ricostruzione, l’impresario teatrale Remigio Paone e il critico musicale Ferdinando Ballo lanciano la nuova formazione con un progetto di straordinaria attualità: dare alla città un’orchestra da camera con un solido repertorio classico ed una specifica vocazione alla contemporaneità. Il successo è immediato e l’Orchestra contribuisce notevolmente alla divulgazione popolare in Italia della musica dei grandi del Novecento censurati durante la dittatura fascista: Stravinskij, Hindemith, Webern, Berg, Poulenc, Honegger, Copland, Yves, Français. I Pomeriggi Musicali avviano, inoltre, una tenace attività di commissione musicale. Per I Pomeriggi compongono infatti Casella, Dallapiccola, Ghedini, Gian Francesco Malipiero, Pizzetti. Questa scelta programmatica si consolida nel rapporto con i compositori delle leve successive: Berio, Bussotti, Luciano Chailly, Clementi, Donatoni, Hazon, Maderna, Mannino, Manzoni, Margola, Pennisi, Testi, Tutino, Panni, Fedele, Francesconi, Vacchi. Oggi I Pomeriggi Musicali contano su un vastissimo repertorio che include i capolavori del Barocco, del Classicismo e del primo Romanticismo insieme alla gran parte della musica moderna e contemporanea. Compositori come Honegger e Hindemith, Pizzetti, Dallapiccola, Petrassi e Penderecki hanno diretto la loro musica sul podio de I Pomeriggi Musicali, che diventano trampolino di lancio verso la celebrità di tanti giovani artisti. È il caso di  Claudio Abbado, Leonard Bernstein, Rudolf Buchbinder, Pierre Boulez, Michele Campanella, Giuliano Carmignola, Aldo Ceccato, Sergiu Celibidache, Riccardo Chailly, Daniele Gatti, Gianandrea Gavazzeni, Carlo Maria Giulini, Vittorio Gui, Natalia Gutman, Angela Hewitt, Leonidas Kavakos, Alexander Lonquich, Alexander Igor Markevitch, Zubin Mehta, Carl Melles, Riccardo Muti, Donato Renzetti, Hermann Scherchen, Thomas Schippers, Christian Thielemann, Salvatore Accardo, Antonio Ballista, Arturo Benedetti Michelangeli, Bruno Canino, Dino Ciani, Severino Gazzelloni, Franco Gulli, Nikita Magaloff, Nathan Milstein, Massimo Quarta, Maurizio Pollini, Corrado Rovaris e Uto Ughi. Tra i Direttori stabili dell’Orchestra, ricordiamo Nino Sanzogno, il primo, Gianluigi Gelmetti, Giampiero Taverna e Othmar Maga, per arrivare ai milanesi Daniele Gatti, Antonello Manacorda e Aldo Ceccato, direttore emerito dell’Orchestra. In alcuni casi, la direzione musicale è stata affiancata da una direzione artistica; in questa veste: Italo Gomez, Carlo Majer, Marcello Panni, Marco Tutino, Gianni Tangucci, Ivan Fedele, Massimo Collarini e, da luglio 2013, Maurizio Salerno. L’Orchestra I Pomeriggi Musicali svolge la sua attività principalmente a Milano e nelle città lombarde, mentre in autunno contribuisce alle stagioni liriche dei Teatri di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Mantova, Pavia – all’interno del cartellone di Opera Lombardia – e alla stagione di balletto del Teatro alla Scala. Invitata nelle principali stagioni sinfoniche italiane, l’Orchestra è ospite anche delle maggiori sale da concerto europee. I Pomeriggi Musicali sono una Fondazione costituita dalla Regione Lombardia, dal Comune di Milano, dalla Provincia di Milano, e da enti privati, riconosciuta dallo Stato come istituzione concertistico-orchestrale e dalla Regione Lombardia come ente primario di produzione musicale. Sede dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali è lo storico Teatro Dal Verme, sito nel cuore di Milano.



Orchestra I Pomeriggi Musicali Web Site 2019 All Rights Reserved | PRIVACY-POLICY | COOKIE | CREDITS