ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI
La stagione
Musica Classica e Sinfonica 

75ª Stagione Sinfonica dell'Orchestra I Pomeriggi Musicali - Anniversari



Direttore: Alessandro Bonato

Pianoforte: Viviana La Saracina

Orchestra I Pomeriggi Musicali

PROGRAMMA

Novità,

Brano Vincitore del II Concorso di Composizione I Pomeriggi Musicali

 

Ludwig van Beethoven (1770-1827)

Sinfonia n. 1 in Do Maggiore op. 21

I: Adagio molto – Allegro con brio

II: Andante cantabile con moto

III: Menuetto: Allegro e molto vivace

IV: Finale: Adagio – Allegro molto e vivace

***

Ludwig van Beethoven (1770-1827)

Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in Si bemolle Maggiore op. 19

I: Allegro con brio

II: Adagio

III: Rondò: Molto allegro

 

Convinto come sono che in un'epoca non molto distante si tornerà a seguire con passione la musica d'arte contemporanea e che il pop, rock, rap e gli altri generi di massa non saranno i soli a contendersi il mercato (se poi volete sapere perché ne sono così convinto, ne parlerò volentieri in una sede più appropriata), non posso che elogiare l'iniziativa di commissionare nuove musiche, ovvero quella di indire concorsi per nuovi compositori. Nell'attesa che, mentre scrivo queste note di sala, il concorso venga svolto e si sappia chi è il vincitore (e magari anche le motivazioni), mi pronuncio dunque solo decisamente a favore dell'iniziativa.

 

Quest’anno i Pomeriggi ci ripropongono, in coincidenza con il 250° della nascita di Beethoven, tutte le sue sinfonie; ed eccoci dunque ad ascoltare la Prima quasi in chiusura di stagione (l'ordine di esecuzione non corrisponde infatti a quello cronologico di composizione). Tra i tanti motivi di interesse di quest'opera vi è la data stessa in cui fu scritta, il 1799, che rivela come Beethoven fosse giunto a questo genere musicale con un percorso diversissimo da quello dei suoi predecessori, ossia all'età, decisamente matura per un compositore dell’epoca, di 29 anni (Mozart alla stessa età ne aveva già scritte trentasei e Haydn una ventina). Di fatto il suo percorso compositivo verso la padronanza assoluta del genere fu per Beethoven tanto lungo quanto fecondo (ricorderete che dopo di lui restò difficile superare il numero quasi scaramantico di “nove” sinfonie) e fu alimentato costantemente dal banco di prova delle sonate per pianoforte, dei quartetti e delle composizioni per ridotti organici da camera. La prima esecuzione avvenne il 2 aprile 1800 con la direzione dello stesso compositore; in programma c’erano anche il suo Settimino op. 20 come pure il suo Concerto n. 1 per pianoforte e orchestra, dopo il quale Beethoven improvvisò alcuni brani al pianoforte. La più importante rivista musicale tedesca, la “Allgemeine Musikalische Zeitung”, in uno dei primi fascicoli della sua gloriosa tradizione, lo definì “uno dei concerti più interessanti in assoluto da lungo tempo a questa parte".

 

Il Concerto per pianoforte n. 2 è il primo per pianoforte scritto da Beethoven, in quanto l'opera fu composta a partire dal 1788 ma eseguita per la prima volta al Burgtheater di Vienna nel 1795, con lo stesso autore come solista, quindi prima della creazione del Concerto n. 1, che risale all'anno successivo (la numerazione attualmente in uso dipende solo dalla data di pubblicazione, 1801, che è di poco posteriore a quella dell'altro). Il Concerto in si bemolle, secondo qualche commentatore, venne messo a punto un po' frettolosamente per una serie di tre serate consecutive al Burgtheater nelle quali il musicista venticinquenne faceva il suo debutto come pianista e compositore di fronte al pubblico di Vienna, nel quadro di una grande manifestazione organizzata da Haydn a beneficio delle vedove dei caduti in guerra. Beethoven lo presentò in apertura della prima serata (29 marzo 1795) ottenendo, come riferì la ufficiale "Wiener Zeitung", "unanime approvazione del pubblico". Probabilmente fu proprio l'esito felice di quella esibizione a spingere Beethoven a inserire il Concerto in si bemolle, insieme con quello in do maggiore composto nel frattempo, nelle tournées svolte fra il 1796 e il 1798 (le prime e le ultime della sua vita), che lo portarono a Praga, Lipsia, Dresda, Presburgo, Budapest, Berlino, con grande successo e notevoli introiti economici. Fu dunque proprio questo concerto a divenire un elemento importante per l'affermazione del giovane Beethoven dopo il trasferimento da Bonn a Vienna, dove fino a quel momento si era esibito solo nei saloni privati della nobiltà. Dal punto di vista formale da un lato egli segue ancora i primi modelli del classicismo viennese, dall'altro il suo stile comincia ad emergere in maniera evidente grazie al senso di drammaticità e di contrasto, già qui evidente, e che sarà intensificato in molte delle opere successive. Tuttavia lo stesso Beethoven in seguito non valutò questo lavoro in modo particolarmente generoso, ammettendo con l'editore Franz Anton Hoffmeister, a cui lo offrì in vendita, che esso, insieme al Concerto per pianoforte n. 1, non è "uno dei miei migliori". Oggi la popolarità dell'opera e la frequenza delle esecuzioni è di certo inferiore a quella degli altri concerti per pianoforte (anche a quella del Concerto n. 1, insieme al quale costituisce, come detto, il primo approccio di Beethoven a questo genere compositivo) ma questo apprezzamento ha senso solo col senno del poi, allorché si prendano come parametro le vette raggiunte con i successivi tre concerti per lo stesso strumento. Tuttavia, grazie alle sue qualità indiscutibili, il lavoro è comunque presente nelle sale da concerto e ci permette di conoscere il percorso di trasformazione di questa forma musicale così come plasmata dal compositore più creativo e innovativo del primo Ottocento.

Infine, un omaggio a Viviana Lasaracina (classe 1988), un altro dei giovani talenti usciti da quella scuola salentina che vanta un primato consolidato come sede di formazione di pianisti dotati di mirabili qualità tecniche e musicali.

 

note a margine di Renato Meucci 

M° Alessandro Bonato

Direttore d'orchestra


Vincitore del terzo premio assoluto alla “Nicolai Malko Competition for young conductors 2018” (unico italiano selezionato su 566 candidati e il più giovane di tutta la competizione), Alessandro Bonato è nato a Verona nel 1995 e ha già al suo attivo un’esperienza da musicista che lo pone tra i principali giovani emergenti dell’attuale panorama musicale italiano. Ha iniziato lo studio del violino all'età di 11 anni presso il Conservatorio statale di Musica "E.F. Dall'Abaco" di Verona e, successivamente, ha studiato composizione con il M° Andrea Mannucci e viola nella classe del M° Igino Semprebon. Avviato precocissimo alla direzione d’orchestra dal M° Vittorio Bresciani, dal 2013 studia e si perfeziona sotto la guida del M° Pier Carlo Orizio, del M° Donato Renzetti e del M° Umberto Benedetti Michelangeli. Alessandro Bonato ha debuttato ufficialmente come direttore nel 2013, dirigendo l’Orchestra del Conservatorio della sua città. Nel marzo 2016 è chiamato a dirigere “Il Flauto Magico” di W.A. Mozart presso la Royal Opera House Muscat in Oman. Ha diretto importanti orchestre tra cui: Filarmonica del Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo, Royal Oman Symphony Orchestra, Orchestra Filarmonica della Scala, l’Orchestra Sinfonica Nazionale Danese, l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano e l’Orchestra Sinfonica Nazionale RAI (per le Settimane Musicali di Ascona). Ha tenuto concerti all'interno della 54esima e 55esima edizione del Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo. Eventi recenti in campo operistico hanno previsto, nel marzo 2019, la direzione di una produzione de “La Cambiale di Matrimonio” per il Rossini Opera Festival, dove è stato di nuovo inviato a dirigere nell’agosto 2019. Nel maggio 2019 dirigerà anche una produzione de “Il Maestro di Cappella” e “Gianni Schicchi” al Teatro Filarmonico di Verona.

 

Viviana La Saracina

Pianoforte solista


Viviana Lasaracina inizia lo studio del pianoforte all’età di 6 anni e si diploma a 18 con il massimo dei voti, la lode e la menzione presso il Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli sotto la guida del M° Benedetto Lupo, con il quale si diploma anche all'Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma nel 2016. Nel 2013 consegue il "Master of Art" presso la Royal Academy of Music di Londra con Christopher Elton. È stata premiata in numerosi concorsi pianistici nazionali: (“Città di Cesenatico", “Marco Bramanti”, il TIM), ha vinto la rassegna di Castrocaro Terme, il secondo premio al "Premio Venezia" e le audizioni de "La Gioventù Musicale d'Italia". Le sono state assegnate borse di studio dalla Società Umanitaria di Milano, MIUR, YMFE (Yamaha Music Foundation), Royal Academy of Music di Londra. A livello internazionale, si è aggiudicata il terzo premio e il premio per la migliore interpretazione della musica spagnola al concorso "Ciudad de Ferrol", il terzo premio e premio del pubblico al "Ciudad de Jaen", il secondo premio ed il premio per la migliore interpretazione della musica spagnola al "Premio Iturbi" di Valencia, il secondo premio all'Euregio Piano Award ed il premio per la migliore interpretazione dello studio di  Chopin al “Maj Lind” di Helsinki, tra gli altri. Intensa l'attività concertistica, solistica, cameristica e con orchestra; dopo il debutto in Sala Verdi a Milano per la "Società dei Concerti” nel 2006, Viviana è stata invitata a esibirsi in importanti sale e Festival in Italia e all'Estero, tra le quali: Sala Verdi di Torino, Teatro Bibiena di Mantova, Auditorium Verdi di Milano, Teatro Argentina di Roma, Teatro Verdi di Salerno, Auditorium Pollini di Padova, Teatro Verdi di Trieste, Teatro Politeama di Lecce, Salle Cortot a Parigi, Steinway Hall e Wigmore Hall a Londra, Carnegie Weill Hall di New York e Arsht Center for the Performing Arts di Miami, Teatro Petruzzelli di Bari, Teatro Olimpico di Vicenza, Cavea del Parco della Musica di Roma e Prokofiev Hall del Teatro Mariinskj di San Pietroburgo. Ha tenuto concerti con l'orchestra “Ciudad de Granada”, la “Mihail Jora” di Bacau, la Verdi di Milano, l'Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano e l'Orchestra de Valencia, preso parte a trasmissioni radiofoniche per Radio Vaticana e RAI Radio 3 e collaborato, tra gli altri, con la violoncellista Silvia Chiesa, Philipp Glass, il violoncellista Francesco Mastromatteo, il primo violino dei Solisti Aquilani Daniele Orlando, le prime parti dei fiati dell'Orchestra del Petruzzelli e i musicisti dell'Accademia dei Cameristi di Bari.


Orchestra I Pomeriggi Musicali


27 novembre 1945, ore 17.30: al Teatro Nuovo di Milano debutta l’Orchestra I Pomeriggi Musicali. In programma Mozart e Beethoven accostati a Stravinskij e Prokof’ev. Nell’immediato dopoguerra, nel pieno fervore della ricostruzione, l’impresario teatrale Remigio Paone e il critico musicale Ferdinando Ballo lanciano la nuova formazione con un progetto di straordinaria attualità: dare alla città un’orchestra da camera con un solido repertorio classico ed una specifica vocazione alla contemporaneità. Il successo è immediato e l’Orchestra contribuisce notevolmente alla divulgazione popolare in Italia della musica dei grandi del Novecento censurati durante la dittatura fascista: Stravinskij, Hindemith, Webern, Berg, Poulenc, Honegger, Copland, Yves, Français. I Pomeriggi Musicali avviano, inoltre, una tenace attività di commissione musicale. Per I Pomeriggi compongono infatti Casella, Dallapiccola, Ghedini, Gian Francesco Malipiero, Pizzetti. Questa scelta programmatica si consolida nel rapporto con i compositori delle leve successive: Berio, Bussotti, Luciano Chailly, Clementi, Donatoni, Hazon, Maderna, Mannino, Manzoni, Margola, Pennisi, Testi, Tutino, Panni, Fedele, Francesconi, Vacchi. Oggi I Pomeriggi Musicali contano su un vastissimo repertorio che include i capolavori del Barocco, del Classicismo e del primo Romanticismo insieme alla gran parte della musica moderna e contemporanea. Compositori come Honegger e Hindemith, Pizzetti, Dallapiccola, Petrassi e Penderecki hanno diretto la loro musica sul podio de I Pomeriggi Musicali, che diventano trampolino di lancio verso la celebrità di tanti giovani artisti. È il caso di  Claudio Abbado, Leonard Bernstein, Rudolf Buchbinder, Pierre Boulez, Michele Campanella, Giuliano Carmignola, Aldo Ceccato, Sergiu Celibidache, Riccardo Chailly, Daniele Gatti, Gianandrea Gavazzeni, Carlo Maria Giulini, Vittorio Gui, Natalia Gutman, Angela Hewitt, Leonidas Kavakos, Alexander Lonquich, Alexander Igor Markevitch, Zubin Mehta, Carl Melles, Riccardo Muti, Donato Renzetti, Hermann Scherchen, Thomas Schippers, Christian Thielemann, Salvatore Accardo, Antonio Ballista, Arturo Benedetti Michelangeli, Bruno Canino, Dino Ciani, Severino Gazzelloni, Franco Gulli, Nikita Magaloff, Nathan Milstein, Massimo Quarta, Maurizio Pollini, Corrado Rovaris e Uto Ughi. Tra i Direttori stabili dell’Orchestra, ricordiamo Nino Sanzogno, il primo, Gianluigi Gelmetti, Giampiero Taverna e Othmar Maga, per arrivare ai milanesi Daniele Gatti, Antonello Manacorda e Aldo Ceccato, direttore emerito dell’Orchestra. In alcuni casi, la direzione musicale è stata affiancata da una direzione artistica; in questa veste: Italo Gomez, Carlo Majer, Marcello Panni, Marco Tutino, Gianni Tangucci, Ivan Fedele, Massimo Collarini e, da luglio 2013, Maurizio Salerno. L’Orchestra I Pomeriggi Musicali svolge la sua attività principalmente a Milano e nelle città lombarde, mentre in autunno contribuisce alle stagioni liriche dei Teatri di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Mantova, Pavia – all’interno del cartellone di Opera Lombardia – e alla stagione di balletto del Teatro alla Scala. Invitata nelle principali stagioni sinfoniche italiane, l’Orchestra è ospite anche delle maggiori sale da concerto europee. I Pomeriggi Musicali sono una Fondazione costituita dalla Regione Lombardia, dal Comune di Milano, dalla Provincia di Milano, e da enti privati, riconosciuta dallo Stato come istituzione concertistico-orchestrale e dalla Regione Lombardia come ente primario di produzione musicale. Sede dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali è lo storico Teatro Dal Verme, sito nel cuore di Milano.



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