ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI
La stagione
Musica Classica e Sinfonica 

74ª Stagione Sinfonica Orchestra I Pomeriggi Musicali Ritratti d'Autore



Direttore: George Pehlivanian
Pianoforte: Ivan Krpan
Orchestra I Pomeriggi Musicali

PROGRAMMA

1° ritratto: Robert Schumann (1810-1856)


 

Robert Schumann

Concerto per pianoforte e orchestra op. 54 in la minore

Allegro affettuoso

Intermezzo: Andantino grazioso

Allegro vivace

 

* * *


Robert Schumann

Sinfonia n. 4 op. 120 in re minore

Ziemlich langsam - Lebhaft

Romanze: Ziemlich langsam

Scherzo: Lebhaft

Langsam - Lebhaft


Note di sala a cura di Gaia Varon

 

«Dobbiamo aspettare di buon grado il genio che ci mostri in modo brillante come si possa unire l’orchestra al pianoforte», scriveva Robert Schumann nel 1839 sulla Neue Zeitschrift für Musik, la rivista musicale che dirigeva e che lui stesso aveva fondato pochi anni prima. La biografia di Schumann è dominata dal cruciale legame con la moglie e pianista Clara Wieck e dalla malattia mentale, che lo condusse, a quarantatré anni, nel 1853, a tentare il suicidio gettandosi nel Reno e quindi al ricovero nel manicomio di Endenich dove morirà tre anni più tardi. Non meno avvincente è però la storia della sua fervida attività critica e giornalistica; un compositore che sia anche ciò che oggi chiameremmo un intellettuale era all’epoca, e tutto sommato è ancora oggi, un’eccezione e questa duplice attività fu per Schumann un elemento chiave della sua grandezza, ma anche una ragione di tormento: lo sguardo acuto e lungimirante che gli permise di accrescere la reputazione di autori come Mozart o Chopin e di riconoscere immediatamente il talento del giovane Brahms, si applicava naturalmente anche ai nodi che affrontava come compositore, uno dei quali era proprio il concerto per pianoforte e orchestra.

 

Per la Neue Zeitschrift für Musik, Schumann mise, per così dire, le mani, recensendoli lui stesso o rivedendo articoli altrui, su «quasi tutti i nuovi concerti» degli anni Trenta dell’Ottocento, di alcuni dei quali fu anche interprete alla tastiera.

Aveva dunque una conoscenza più unica che rara di un genere che in quel periodo era soprattutto concepito come occasione di sfoggio di virtuosismo per il solista, con l’orchestra relegata al ruolo di accompagnamento. Gli scritti di Schumann rivelano un’insoddisfazione crescente verso questo modo di trattare il concerto e una progressiva aspirazione verso una concezione organica, l’equilibrio sonoro fra pianoforte e orchestra, la tecnica brillante messa al servizio della forma musicale, come accadeva in quelli di Mozart o Beethoven che in quegli anni Mendelssohn stava riportando in auge. Schumann mirava, per dirla con le sue parole da una lettera del 1839 alla moglie, a «qualcosa a metà tra sinfonia, concerto e grande sonata». Ed è significativo che il suo Concerto op. 54 in la minore, completato nel 1845, abbia preso le mosse da una Fantasia composta quattro anni prima proprio per Clara.

 

Dopo un richiamo imperioso, il primo movimento (Allegro affettuoso) si apre con un tema pacato e dolce, introdotto dai legni e subito ripreso dal pianoforte, che poi si ripresenta lungo tutto il movimento in vesti costantemente rinnovate nel profilo, nel colore e soprattutto nell’espressione, ora appassionata, ora sognante; riecheggerà poi, ancora con la voce dell’oboe, nella poetica e intensa transizione fra l’Intermezzo centrale e l’Allegro vivace che chiude il concerto con uno slancio di trascinante effervescenza ritmica.

 

Schumann componeva a ondate, concentrandosi febbrilmente, e fecondamente, su un genere: nel 1840 fu il Lied, nel ’42 la musica da camera e fra i due, in quello che è spesso definito il suo «anno sinfonico», scrisse, oltre alla Fantasia che poi diventerà il primo movimento del Concerto ad altre pagine, ben tre sinfonie complete; i fiotti produttivi non esaurivano tuttavia il lavorio di Schumann sulle singole composizioni, sulle quali spesso ragionava a lungo, rimettendovi più volte le mani. Nel 1841 non volle pubblicare la Sinfonia in re minore, che era stata eseguita come n. 2, e la tenne da parte per un decennio; la ripropose in pubblico solo nel 1852, dirigendola lui stesso, in una versione ampiamente rimaneggiata e ora numerata come Quarta (dopo le altre due del 1841 e la Renana composta nel frattempo). Le differenze fra le due versioni sono consistenti: alcuni strumenti inseriti o tolti, ma soprattutto un maggior intervento assegnato alle parti orchestrali rese più fitta la trama sonora e non a tutti piacque (Brahms era così convinto della superiorità della prima versione che nel 1880, nonostante le proteste di Clara, la fece pubblicare). Schumann inoltre ampliò delle sezioni, modificò alcune indicazioni di tempo, ma soprattutto prescrisse che i quattro movimenti fossero eseguiti senza interruzioni e il senso di unità è accresciuto dal ciclico ripresentarsi dei temi (o di parti di essi) nel corso di tutta la Sinfonia.

 

Un’introduzione lenta ed evocativa presenta dapprima un frammento tematico che ritroveremo nella Romanza e nello Scherzo e poi, mentre il ritmo si fa più serrato, giunge il tema che sin dall’Allegro iniziale (Lebhaft) percorre, come una sorta di motto, l’intera Sinfonia. Uno dei principali elementi di interesse, ma anche di piacere all’ascolto della Quarta è proprio come Schumann riesca a trattare quei materiali sintonizzandoli su lunghezze d’onda espressive fra loro diversissime: dalla cupa inquietudine allo slancio luminoso nell’Allegro; nostalgia squisitamente elegante e di sapore brahmsiano nella Romanza (Brahms la ricalcherà nella sua Terza Sinfonia, in una sorta di commemorazione dell’amico Schumann a trent’anni dalla morte); energia briosa nello Scherzo con al centro un Trio di rara delicatezza; esuberanza trascinante nel Finale.




M° George Pehlivanian

Direttore d'orchestra


Americano d'adozione, Pehlivanian si è trasferito con la sua famiglia a Los Angeles nel 1975, dove ha studiato direzione d'orchestra con Pierre Boulez, Lorin Maazel e Ferdinand Leitner. Si è imposto all'attenzione internazionale conseguendo, a soli a 27 anni, il Primo premio al Concorso Internazionale per Direttori d'orchestra di Besancon, primo artista americano in assoluto ad aggiudicarsi un riconoscimento di siffatto prestigio. A partire da quel momento, Pehlivanian ha definitivamente consolidato la propria fama imponendosi come uno dei direttori più coinvolgenti della propria generazione. Ha debuttato alla Long Beach Opera di Los Angeles con la direzione di Carmen e in seguito, su invito di Valerij Gergiev, ha diretto Traviata all'Opera del Kirov di San Pietroburgo. A partire dal 2005 ricopre il ruolo di Direttore Artistico e Musicale dell'Orchestra Filarmonica Slovena. Successivamente, è stato nominato Primo Direttore Ospite della Deutsche Staatsphlharmonie Rheinland-Pfalz e, ancora, Direttore Stabile dell'Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, affiancando al contempo prestigiose collaborazioni con la Israel Philharmonic Orchestra. Notevoli sono le collaborazioni in ambito italiano: ha diretto l'Orchestra Filarmonica della Scala di Milano, l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, il Maggio Musicale Fiorentino, l'Orchestra del Teatro di San Carlo di Napoli, l'Orchestra Nazionale della Rai dl Torino, l'Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, l’Orchestra I Pomeriggi Musicali. Ha inoltre preso parte a prestigiosi festival, tra cui il Festival dei Maggio Musicale Fiorentino, il Festival Verdi di Parma, e il Ravenna Festival. Tra le più recenti esperienze, Pehlivanian, nell'estate 2008 al Festival di Ljubljana, ha diretto l'Elektra di Strauss e il concerto di chiusura con la Israel Philharmonic. Di rilievo le sue collaborazioni con solisti di prestigio internazionale: Maxim Vengerov, Isabelle Faust, Sergej Krilov, Anne Akiko Meyers, Evelyn Glennie. Numerose le sue incisioni discografiche per BMG, EMI/Virgin Classics, Chandos e Studio SM.

 

Ivan Krpan

Pianoforte solista

 

A 20 anni, Ivan Krpan ha vinto il Premio Internazionale Ferruccio Busoni 2017, uno dei più prestigiosi concerti pianistici mondiali. Krpan, studente presso la Music Academy di Zagabria, è nato proprio a Zagabria nel 1997, all’interno di una famiglia di musicisti, e ha iniziato a suonare il pianoforte a sei anni presso la Blagoje Bersa Music School della sua città, sotto la guida di Renata Strojin Richter.

Dal 2013 studia pianoforte con Ruben Dalibaltayan presso la Music Academy di Zagabria. Si è classificato al primo posto in molti concorsi per pianoforte internazionali; tra quelli degli di nota: primo premio alla dodicesima Piano Competition Les Rencontres Internationales des Jeunes Pianistes Grez Doiceau in Belgio nel 2014, alla International Piano Competition Young Virtuosi a Zagabria sempre nel 2014, alla International Piano Competition for Young Musicians a Enschede nei Paesi Bassi e alla Ettlingen International Competition for Young Pianists. Ha vinto il secondo premio alla International Danube Piano Competition a Ulm nel 2014 e, nello stesso anno, ha vinto un premio speciale conferitogli dall’Accademi musicale di Zagabria e il quarto premio alla prima International Zhuhai Mozart Competition a Zhuhai, in Cina.

Ha vinto il premio Ivo Vuljević, consegnatogli dalla Jeunesses Musicales Croata, come miglior giovane musicista croato nel 2015. Di recente ha conseguito il terzo posto al decimo Moscow International Frederick Chopin Competition for Young Pianists nel 2016. La Zagabria Philharmonic Orchestra lo ha nominato giovane musicista dell’anno nel 2016. Inoltre, Ivan Krpan è un allievo della International Academy of Music del Liechtenstein dove partecipa regolarmente a intense settimane di attività concertistica organizzate dall’Accademia. Gli ingaggi future includono concerti in Italia, Germania, Cina, Corea del Sud Giappone e un tour in Sud Africa.



Orchestra I Pomeriggi Musicali

 

27 novembre 1945, ore 17.30: al Teatro Nuovo di Milano debutta l’Orchestra I Pomeriggi Musicali. In programma Mozart e Beethoven accostati a Stravinskij e Prokov’ev. Nell’immediato dopoguerra, nel pieno fervore della ricostruzione, l’impresario teatrale Remigio Paone e il critico musicale Ferdinando Ballo lanciano la nuova formazione con un progetto di straordinaria attualità: dare alla città un’orchestra da camera con un solido repertorio classico ed una specifica vocazione alla contemporaneità. Il successo è immediato e l’Orchestra contribuisce notevolmente alla divulgazione popolare in Italia della musica dei grandi del Novecento censurati durante la dittatura fascista: Stravinskij, Hindemith, Webern, Berg, Poulenc, Honegger, Copland, Yves, Français. I Pomeriggi Musicali avviano, inoltre, una tenace attività di commissione musicale. Per I Pomeriggi compongono infatti Casella, Dallapiccola, Ghedini, Gian Francesco Malipiero, Pizzetti. Questa scelta programmatica si consolida nel rapporto con i compositori delle leve successive: Berio, Bussotti, Luciano Chailly, Clementi, Donatoni, Hazon, Maderna, Mannino, Manzoni, Margola, Pennisi, Testi, Tutino, Panni, Fedele, Francesconi, Vacchi. Oggi I Pomeriggi Musicali contano su un vastissimo repertorio che include i capolavori del Barocco, del Classicismo e del primo Romanticismo insieme alla gran parte della musica moderna e contemporanea. Compositori come Honegger e Hindemith, Pizzetti, Dallapiccola, Petrassi e Penderecki hanno diretto la loro musica sul podio de I Pomeriggi Musicali, che diventano trampolino di lancio verso la celebrità di tanti giovani artisti. È il caso di  Claudio Abbado, Leonard Bernstein, Rudolf Buchbinder, Pierre Boulez, Michele Campanella, Giuliano Carmignola, Aldo Ceccato, Sergiu Celibidache, Riccardo Chailly, Daniele Gatti, Gianandrea Gavazzeni, Carlo Maria Giulini, Vittorio Gui, Natalia Gutman, Angela Hewitt, Leonidas Kavakos, Alexander Lonquich, Alexander Igor Markevitch, Zubin Mehta, Carl Melles, Riccardo Muti, Donato Renzetti, Hermann Scherchen, Thomas Schippers, Christian Thielemann, Salvatore Accardo, Antonio Ballista, Arturo Benedetti Michelangeli, Bruno Canino, Dino Ciani, Severino Gazzelloni, Franco Gulli, Nikita Magaloff, Nathan Milstein, Massimo Quarta, Maurizio Pollini, Corrado Rovaris e Uto Ughi. Tra i Direttori stabili dell’Orchestra, ricordiamo Nino Sanzogno, il primo, Gianluigi Gelmetti, Giampiero Taverna e Othmar Maga, per arrivare ai milanesi Daniele Gatti, Antonello Manacorda e Aldo Ceccato, direttore emerito dell’Orchestra. In alcuni casi, la direzione musicale è stata affiancata da una direzione artistica; in questa veste: Italo Gomez, Carlo Majer, Marcello Panni, Marco Tutino, Gianni Tangucci, Ivan Fedele, Massimo Collarini e, da luglio 2013, Maurizio Salerno. L’Orchestra I Pomeriggi Musicali svolge la sua attività principalmente a Milano e nelle città lombarde, mentre in autunno contribuisce alle stagioni liriche dei Teatri di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Mantova, Pavia – all’interno del cartellone di Opera Lombardia – e alla stagione di balletto del Teatro alla Scala. Invitata nelle principali stagioni sinfoniche italiane, l’Orchestra è ospite anche delle maggiori sale da concerto europee. I Pomeriggi Musicali sono una Fondazione costituita dalla Regione Lombardia, dal Comune di Milano, dalla Provincia di Milano, e da enti privati, riconosciuta dallo Stato come istituzione concertistico-orchestrale e dalla Regione Lombardia come ente primario di produzione musicale. Sede dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali è lo storico Teatro Dal Verme, sito nel cuore di Milano.

 


 




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