ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI
La stagione
Musica Classica e Sinfonica 

75ª Stagione Sinfonica dell'Orchestra I Pomeriggi Musicali - Anniversari



Direttore: Yves Abel

Violino: Stefan Milenkovich

Orchestra I Pomeriggi Musicali

PROGRAMMA

Anniversari II:

Henri Vieuxtemps

 

Maurice Ravel (1875-1937)

Le tombeau de Couperin

I: Prélude. Vif

II: Forlane. Allegretto

III: Menuet. Allegro moderato

IV: Rigaudon. Assez vif

 

Henri Vieuxtemps (1820-1881)

Concerto per violino e orchestra n. 5 in la minore op. 37 “Grétry”

I: Allegro non troppo

II: Adagio

III: Allegro con fuoco

***

Gabriel Fauré (1845-1924)

Pavane in Re Maggiore op. 50


Franz Schubert (1797-1828)

Sinfonia n. 3 in Re Maggiore D 200

I: Adagio maestoso. Allegro con brio

II: Allegretto

III: Menuetto: Vivace

IV: Presto vivace 


Le Tombeau de Couperin di Maurice Ravel è una composizione in sei movimenti scritta tra 1914 e 1917 per due pianoforti. Singolare è il riferimento al grande compositore barocco François Couperin (1668-1733), ma il tombeau (nel senso di commemorazione), che potrebbe sembrare dedicato a quest'ultimo, è in realtà indirizzato alla memoria di sette amici di Ravel periti nel corso della Prima guerra mondiale (anche lui era stato richiamato alle armi e poi riformato). Il compositore aveva iniziato dall'elaborazione di una danza "furlana" (friulana) presente nella quarta suite dei Concerts royaux di Couperin, da dove dipende il titolo. Nel 1918 Ravel si decise a riadattare il brano per orchestra, riducendo i movimenti a quattro e dando prova come al solito della sua straordinaria abilità al riguardo, destinando a ciascuno, e in particolare al 1° oboe, una parte decisamente impegnativa e di marcato virtuosismo. E non meravigliatevi se non incontriamo affatto un carattere funebre; Ravel, a chi gli rimproverava tale incongruenza, andava rispondendo che le morti erano già state sufficientemente tragiche di per sé stesse.

 

L'occasione per la composizione del Concerto per violino n. 5 in la min. op. 37 giunse a Vieuxtemps nel 1858-59 con l'invito a scrivere un brano di concorso (la prova d'esame più ardua per i giovani studenti franco-belgi) da parte del suo amico Hubert Léonard che occupava il posto di docente di violino che più tardi sarà ricoperto dallo stesso Vieuxtemps. Egli concepì perciò il brano in maniera da mettere in risalto le capacità tecniche più avanzate degli studenti, ma il concerto ebbe da subito un successo autonomo molto lusinghiero che gli ha assicurato un posto stabile nel grande repertorio. L'appellativo "Gétry" è dovuto alla citazione nel tempo lento di un tema del grande compositore belga del passato André Gétry (1741-1813), l'aria "Où peut-on être mieux qu'au sein de sa famille?" ripresa dalla sua opera Lucile (1769). In origine non vi era il tempo lento centrale, ma solo una cadenza che collegava il primo movimento con quello Finale; in seguito Vieuxtemps aggiunse tale movimento per equilibrare meglio il concerto e per allargarne la tavolozza espressiva. Il brano è stato concepito senza interruzioni, sull'esempio dei concerti per pianoforte di Liszt, dai quali l'autore trasse probabilmente l'idea originale per questa scelta.

 

Scritta originariamente per pianoforte negli ultimi anni '80 dell'Ottocento la Pavane di Fauré non fu mai intesa dal suo autore come una composizione dal carattere trasognato e meditativo, come tendenzialmente è interpretata ai giorni nostri. Vi sono infatti esplicite testimonianze che documentano come lo stesso autore la eseguisse a un tempo piuttosto mosso e che fosse pienamente consapevole della conseguente scelta estetica, ben poco romantica. Fauré la adattò per orchestra nell'estate del 1887 destinandola a un complesso strumentale di modeste pretese in vista di una serie di concerti estivi. Ma una volta che il brano fu dedicato alla sua mecenate, la contessa Elisabeth Greffuhle (la cui vicenda personale richiederebbe un taccuino intero, per tanti che furono i suoi interlocutori e gli artisti suoi protetti), il compositore fu invitato ad ampliare il respiro sinfonico e corale e su suggerimento della patrona aggiunse un coro che canta un testo concepito dall'adorato cugino di quest'ultima, Robert de Montesquiou (altro personaggio per il quale non basterebbe l'inchiostro). La versione orchestrale fu eseguita per la prima volta alla fine del 1888 seguita a distanza di tre giorni anche da quella corale. Infine nel 1891 la contessa aiutò Fauré ad allestire una grande versione danzata che nel 1917 entrò nel repertorio dei Ballets russes del grande impresario Diaghilev, con la coreografia di Massine.

 

Schubert iniziò a scrivere la sua Terza Sinfonia il 24 maggio del 1815 ma immediatamente dopo dovette interromperla per poi riprendere il lavoro quasi due mesi dopo. Vi sembrerà incredibile ma l’interruzione fu dovuta nientemeno che alla mancanza di carta! Come pure sembrerà sorprendente che, una volta riottenuta la preziosa materia scrittoria, egli riuscì a portare a termine l’intera sinfonia in soli nove giorni. Quest’ultima fu probabilmente eseguita per la prima volta in un concerto amatoriale con l’autore alla viola, per poi avere una parziale esecuzione pubblica solo nel 1860 (l’autore era morto già da più di trent’anni) e la prima integrale nel 1881, quando Schubert venne commemorato a Londra con l’esecuzione completa delle sue sinfonie. Tale celebrazione riportò l’attenzione sui suoi lavori giovanili che erano stati totalmente dimenticati, motivatamente secondo alcuni (tra cui Brahms), del tutto ingiustamente secondo altri (tra cui Dvořák); certo è che se paragonate ai grandi capolavori della piena maturità le prime sinfonie parlano un linguaggio decisamente semplificato, ma non meno interessante per comprendere l’iter stilistico seguito in pochi anni dal grande compositore viennese.

note a margine di Renato Meucci

 

M° Yves Abel

Direttore d'orchestra


Ospite abituale delle più importanti istituzioni musicali del mondo, sia in ambito operistico sia sinfonico, Yves Abel dal Gennaio 2015 è Direttore Musicale della Nordwestdeutsche Philharmonie (NWD) di Herford. Dal 2005 al 2011 è stato Direttore Principale Ospite della Deutsche Oper di Berlino. Nel 2017 gli è stato assegnato il Rubies Award dalla rivista Opera Canada, per il suo eccezionale contributo all’opera in Canada. È invitato regolarmente da teatri come Metropolitan Opera di New York, Covent Garden di Londra, Wiener Staatsoper, Teatro alla Scala, Opéra di Parigi, Lyric Opera of Chicago. In ambito sinfonico collabora abitualmente con importanti orchestre come Copenhagen Philharmonic, Royal Liverpool Philharmonic, Rotterdam Philharmonic, San Francisco Symphony, Netherlands Philharmonic, Orchestra Haydn di Bolzano, Filarmonica Arturo Toscanini di Parma. Franco-canadese, il maestro Abel ha un’affinità speciale con il repertorio francese. Nel 1988 ha fondato, come ideatore e direttore musicale, l’Opéra Français de New York, per rendere noto il repertorio operistico francese di più rara esecuzione. Per questa attività gli è stato conferito, nel 2009, il titolo di “Chevalier de l’Ordre des Arts et Lettres” dal governo francese. Nel corso della sua carriera ha diretto un vastissimo repertorio operistico, che include fra l’altro Così fan tutte (New National Theatre di Tokyo), Ermione (Dallas Opera), L'italiana in Algeri (Wiener Staatsoper), Il barbiere di Siviglia (Metropolitan Opera, Teatro dell’Opera di Roma), La cenerentola (Rossini Opera Festival), La traviata (Covent Garden di Londra, Deutsche Oper di Berlino, New National Theatre di Tokyo), Il Trovatore (Seattle Opera), Les contes d'Hoffmann (Metropolitan Opera), Madama Butterfly (Liceu di Barcellona, Wiener Staatsoper, Teatro dell’Opera di Roma), Hänsel und Gretel (Opéra di Parigi), Dialogues des Carmélites (Deutsche Oper di Berlino). Fra i suoi successi più recenti, Carmen a San Diego, La Fille du régiment a Bologna e Il Barbiere di Siviglia al Rossini Opera Festival. Gli impegni futuri includono Hamlet alla Deutsche Oper di Berlino, Romeo at Juliette alla San Francisco Opera e L’elisir d’amore alla Royal Opera House Convent Garden di Londra.


Stefan Milenkovich

Violino solista


Stefan Milenkovich, nativo di Belgrado, ha iniziato lo studio del violino all'età di tre anni, dimostrando subito un raro talento che lo porta alla sua prima apparizione con l'orchestra, come solista, all'età di sei anni ed incominciando una carriera che lo ha portato ad esibirsi in tutto il mondo. È stato invitato, all'età di 10 anni, a suonare per il presidente Ronald Reagan in un concerto natalizio a Washington, per il presidente Mikhail Gorbaciov quando aveva 11 anni e per il Papa Giovanni Paolo II all'età di 14 anni. Ha festeggiato il suo millesimo concerto all’età di sedici anni a Monterrey in Messico. S.Milenkovich è stato vincitore di molti premi partecipando ai più importanti concorsi internazionali: il Concorso di Indianapolis (USA), il “Tibor Varga” (Svizzera), il “Queen Elizabeth” (Bruxelles), lo “Yehudi Menuhin”(Gran Bretagna), il “Ludwig Spohr” di Weimar ed il Concorso di Hannover (Germania), il “Lipizer”di Gorizia ed il “Paganini” di Genova in Italia. Riconosciuto a livello internazionale per le sue eccezionali doti tecniche ed interpretative, ha suonato come solista con l'Orchestra Sinfonica di Berlino, l’Orchestra di Stato di San Pietroburgo, l'Orchestra del Teatro Bolshoj, la Helsinki Philharmonic, l'Orchestra di Radio-France, l'Orchestra Nazionale del Belgio, la Filarmonica di Belgrado, l'Orchestra di Stato del Messico, l'Orchestra Sinfonica di Stato di San Paolo, l’Orpheus Chamber Orchestra, le Orchestre di Melbourne e del Queensland in Australia, l’Indianapolis Symphony Orchestra, la New York Chamber Symphony Orchestra, la Chicago Symphony Orchestra, collaborando con direttori del calibro di Lorin Maazel, Daniel Oren, Lu Jia, Lior Shambadal, Vladimir Fedoseyev, Sir Neville Marriner. La sua discografia include tra l'altro le Sonate e le Partite di J.S.Bach, e l'integrale per la Dynamic (2003) delle composizioni di Paganini per violino solo. Stefan Milenkovich è impegnato anche in cause umanitarie: tra l'altro nel 2003 gli è stato attribuito a Belgrado il riconoscimento “Most Human Person”. Ha inoltre partecipato a numerosi concerti patrocinati dall’UNESCO a Parigi, esibendosi al fianco di Placido Domingo, Lorin Maazel, Alexis Weissenberg e Sir Yehudi Menuhin. Dedito anche all'insegnamento, dal 2002 è stato assistente di Itzhak Perlman alla Juilliard School di New York, prima di accettare l'attuale incarico di Professore di violino all’Università dell’Illinois, USA. Suona un Guadagnini del 1783.

 

Orchestra I Pomeriggi Musicali


27 novembre 1945, ore 17.30: al Teatro Nuovo di Milano debutta l’Orchestra I Pomeriggi Musicali. In programma Mozart e Beethoven accostati a Stravinskij e Prokof’ev. Nell’immediato dopoguerra, nel pieno fervore della ricostruzione, l’impresario teatrale Remigio Paone e il critico musicale Ferdinando Ballo lanciano la nuova formazione con un progetto di straordinaria attualità: dare alla città un’orchestra da camera con un solido repertorio classico ed una specifica vocazione alla contemporaneità. Il successo è immediato e l’Orchestra contribuisce notevolmente alla divulgazione popolare in Italia della musica dei grandi del Novecento censurati durante la dittatura fascista: Stravinskij, Hindemith, Webern, Berg, Poulenc, Honegger, Copland, Yves, Français. I Pomeriggi Musicali avviano, inoltre, una tenace attività di commissione musicale. Per I Pomeriggi compongono infatti Casella, Dallapiccola, Ghedini, Gian Francesco Malipiero, Pizzetti. Questa scelta programmatica si consolida nel rapporto con i compositori delle leve successive: Berio, Bussotti, Luciano Chailly, Clementi, Donatoni, Hazon, Maderna, Mannino, Manzoni, Margola, Pennisi, Testi, Tutino, Panni, Fedele, Francesconi, Vacchi. Oggi I Pomeriggi Musicali contano su un vastissimo repertorio che include i capolavori del Barocco, del Classicismo e del primo Romanticismo insieme alla gran parte della musica moderna e contemporanea. Compositori come Honegger e Hindemith, Pizzetti, Dallapiccola, Petrassi e Penderecki hanno diretto la loro musica sul podio de I Pomeriggi Musicali, che diventano trampolino di lancio verso la celebrità di tanti giovani artisti. È il caso di  Claudio Abbado, Leonard Bernstein, Rudolf Buchbinder, Pierre Boulez, Michele Campanella, Giuliano Carmignola, Aldo Ceccato, Sergiu Celibidache, Riccardo Chailly, Daniele Gatti, Gianandrea Gavazzeni, Carlo Maria Giulini, Vittorio Gui, Natalia Gutman, Angela Hewitt, Leonidas Kavakos, Alexander Lonquich, Alexander Igor Markevitch, Zubin Mehta, Carl Melles, Riccardo Muti, Donato Renzetti, Hermann Scherchen, Thomas Schippers, Christian Thielemann, Salvatore Accardo, Antonio Ballista, Arturo Benedetti Michelangeli, Bruno Canino, Dino Ciani, Severino Gazzelloni, Franco Gulli, Nikita Magaloff, Nathan Milstein, Massimo Quarta, Maurizio Pollini, Corrado Rovaris e Uto Ughi. Tra i Direttori stabili dell’Orchestra, ricordiamo Nino Sanzogno, il primo, Gianluigi Gelmetti, Giampiero Taverna e Othmar Maga, per arrivare ai milanesi Daniele Gatti, Antonello Manacorda e Aldo Ceccato, direttore emerito dell’Orchestra. In alcuni casi, la direzione musicale è stata affiancata da una direzione artistica; in questa veste: Italo Gomez, Carlo Majer, Marcello Panni, Marco Tutino, Gianni Tangucci, Ivan Fedele, Massimo Collarini e, da luglio 2013, Maurizio Salerno. L’Orchestra I Pomeriggi Musicali svolge la sua attività principalmente a Milano e nelle città lombarde, mentre in autunno contribuisce alle stagioni liriche dei Teatri di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Mantova, Pavia – all’interno del cartellone di Opera Lombardia – e alla stagione di balletto del Teatro alla Scala. Invitata nelle principali stagioni sinfoniche italiane, l’Orchestra è ospite anche delle maggiori sale da concerto europee. I Pomeriggi Musicali sono una Fondazione costituita dalla Regione Lombardia, dal Comune di Milano, dalla Provincia di Milano, e da enti privati, riconosciuta dallo Stato come istituzione concertistico-orchestrale e dalla Regione Lombardia come ente primario di produzione musicale. Sede dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali è lo storico Teatro Dal Verme, sito nel cuore di Milano.



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