ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI
La stagione
Musica Classica e Sinfonica 

75ª Stagione Sinfonica dell'Orchestra I Pomeriggi Musicali - Anniversari



Direttore: Pietari Inkinen

Orchestra I Pomeriggi Musicali

PROGRAMMA

Edvard Grieg (1843-1907)

Peer Gynt, Suite n. 1 op. 46 dalle musiche di scena op.23

I: Morgenstemning (Il mattino): Allegro pastorale
II: Åses død (La morte di Åse): Andante doloroso
III: Anitras dans (danza di Anitra): Tempo di mazurka

IV: I dovregubbens hal (Nell'antro del re della montagna): Alla Marcia e Molto Marcato, Più Vivo, Stringendo al fine


Peer Gynt, Suite n. 2 op. 55 dalle musiche di scena op. 23

I: Bruderovet, Ingrids klage (Il ratto della sposa, Lamento di Ingrid): Allegro Furioso - Andante Doloroso
II: Arabisk dans (Danza araba): Allegretto vivace

III: Peer Gynts hjemfart (Il ritorno di Peer Gynts): Allegro agitato
IV: Solvejgs sang (Canzone di Solvejg): Andante - Allegretto Tranquillamente

***

Nikolaj Rimskij-Korsakov (1844-1908)

Sheherazade, suite sinfonica op. 35 da “Le mille e una notte"

I: Il mare e la nave di Sinbad: Largo e maestoso – Lento - Allegro non troppo

II: Il racconto del principe Kalender: Lento -  Andantino

III: Il giovane principe e la giovane principessa: Andantino quasi allegretto. Pochissimo più mosso

IV: Festa a Bagdad. Il mare. Il Naufragio: Allegro molto. Allegro molto e frenetico. Vivo. Allegro non troppo e maestoso


Se le musiche di scena scritte da Grieg per il Peer Gynt di Ibsen sono tra i brani più noti e apprezzati dagli ascoltatori di mezzo mondo, assai meno noto è che i due artisti norvegesi si erano conosciuti a Roma nel 1866, quando Ibsen già lavorava al poema. Allorché decise di ricavarne un lavoro teatrale questi chiese a Grieg di creare le musiche di scena, si era nel 1874. L'impresa che il compositore aveva accettato con una certa riluttanza si rivelò particolarmente impegnativa, tanto che egli scrisse ripetutamente del timore di essere in ritardo e delle difficoltà che andava incontrando; in ogni caso si sentiva la persona giusta per poter affrontare un lavoro il cui soggetto si presentava al tempo stesso particolarmente ostico per l'argomento fiabesco e fantastico quanto adattissimo al compositore per la trama tutta norvegese che lo caratterizza (a proposito della trama ho tentato di riassumerla ma confesso che in poche righe è impossibile: si può solo dire che Peer Gynt è un furfante matricolato, ma che tutta la sua storia avventurosa finisce per costituire un inno alla vita e alla vitalismo). Infine, la prima teatrale ebbe luogo con le sue musiche di scena nel 1876. Grieg, nonostante il successo entusiasmato del pubblico, rimase comunque contrariato dalle imposizioni impartitegli dagli amministratori svedesi del teatro, e temendo per la circolazione delle sue musiche decise di ricavare due diverse "suite", selezionando solo alcuni tra i brani composti (che erano originariamente ben 29 per un totale di più di novanta minuti di musica); ciò che fece dapprima nel 1888 e poi una seconda volte nel 1891, scegliendo per le due suite quattro brani ciascuna (originariamente la seconda suite aveva un quinto numero, Danza della figlia del re della montagna, poi ritirato dal compositore). Il Mattino, ovvero il primo tempo della Suite n. 1 è stato così frequentemente impiegato nella pubblicità (i meno giovani ricordano sicuramente un celebre Carosello in cui era pure sfruttato…), nel cinema e in televisione, da farne una delle melodie più conosciute in assoluto dal grande pubblico. Altrettanto noto è il brano Nell'antro del re della montagna, utilizzato addirittura da Fritz Lang nel 1931 in uno dei primissimi film sonori. D'altra parte quando Duke Ellington propose nel 1960 una interpretazione jazzistica di entrambe le suite, con il titolo Swinging suites by Edward E. & Edward G. la fondazione norvegese che porta il nome del compositore lo ritenne una sorta di provocazione ("una degenerazione della musica nazional-romantica di Grieg") e ne proibì la diffusione in Norvegia, mentre la Royal Swedish Academy of Music lo considerò una violazione della legge sul diritto d'autore e una "offesa alla cultura musicale nordica" proibendo anche qui la vendita del rispettivo LP (o secondo un'altra versione Ellington ritirò il disco dal commercio e la cosa si risolse lì).

 

Sheherazade op. 35, è una suite sinfonica composta da Rimskij-Korsakov nel 1888 e liberamente basata sui racconti della Mille e una notte. Nell'inverno del 1887, mentre lavorava a completare l'opera incompiuta di Alexander Borodin Il principe Igor, Rimskij-Korsakov si risolse a comporre un brano orchestrale su spunti presi qua e là dalla celebre raccolta di novelle orientali, senza però una connessione diretta con l'originale e nell'estate successiva, il 7 agosto del 1888 per la precisione, l'aveva già completata (per di più in contemporanea con un'altra composizione, l'ouverture La grande Pasqua russa). Sheherazade è una suite sinfonica in quattro movimenti che formano un tutt'uno e che furono scritti con l'intento di suscitare semplicemente una suggestione delle fantastiche narrazioni orientali. Inizialmente Rimskij-Korsakov intendeva intitolare i rispettivi movimenti "Preludio, Ballade, Adagio e Finale"; tuttavia, dopo essersi consultato con il compositore e direttore d'orchestra Anatoly Lyadov e con altri autorevoli colleghi, nonché facendo leva sulla propria avversione a un programma troppo definito, si decise a scegliere titoli liberamente ispirati, appunto, ai racconti di Le mille e una notte; titoli lasciati piuttosto vaghi, in modo da non essere associabili a racconti o viaggi specifici del protagonista Sinbad, anche se nell'epigrafe del Finale si fa riferimento sulla partitura all'avventura del principe Ajib. In una successiva edizione Rimskij-Korsakov eliminò del tutto questi titoli, desiderando come si è detto che l'ascoltatore intenda il suo lavoro solo come musica sinfonica ispirata all'Oriente e destinata a rievocare il clima dell'avventura fiabesca. Ecco infatti quanto egli stesso dichiarò al riguardo: "tutto ciò che desidero è che l'ascoltatore, se apprezza il mio brano in quanto musica sinfonica, possa portare con sé l'impressione che si tratti di una narrazione ispirata all'Oriente e a varie fiabe meravigliose, non semplicemente di quattro brani suonati uno dopo l'altro e composti su temi comuni a tutti e quattro i movimenti.” E continuava dicendo di aver mantenuto il nome Sheherazade perché avrebbe riportato alla mente di tutti non solo di Le mille e una notte ma, più in generale, molta della più immaginifica narrativa fiabesca orientale.

 

note a margine di Renato Meucci 


M° Pietari Inkinen

Direttore d'orchestra


Nel settembre 2017 Pietari Inkinen è stato nominato Chief Conductor della Deutsche Radio Philharmonie di Saarbrücken. Nella stagione 2016/17 è stato nominato Chief Conductor della Filarmonica Giapponese, di cui era già Direttore Ospite principale dal 2009. Dal 2015 detiene inoltre la carica di Chief Conductor della Sinfonica di Praga e dello Schlossfestspiele di Ludwigsburg. Eventi recenti e futuri prevedono debutti con la Sinfonica di Pittsburgh, l’Orchestra del Concertgebouw, la NDR Hamburg, la SWR Stuttgart e la Budapest Festival Orchestra. Nella stagione 2017/18 è anche proseguito il suo progetto del ciclo completo dell’Anello dei Nibelunghi insieme alla Filarmonica Giapponese, oltre a ritorni alla BBC Philharmonic ed alla Finnish Radio Symphony. In occasione dei festeggiamenti per il centesimo anniversario dell’Indipendenza della Finlandia, Pietari Inkinen ha diretto le prime esecuzioni mondiali di brani di compositori finlandesi quali Einojuhani Rautavaara e Olli Vertaperko. Nelle passate stagioni, Pietari Inkinen ha collaborato con la RSB e la Staatskapelle di Berlino, la Filarmonica di Monaco, l’Orchestra Filarmonica della Scala di Milano, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestre Philharmonique de Radio France, la Los Angeles Philharmonic, la Filarmonica di Rotterdam, la Filarmonica Israeliana, l’Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese, l’Orchestra Sinfonica della Radio di Vienna, la BBC Symphony, la City of Birmingham Symphony, l’Orchestra Nazionale di Spagna, l’Orchestra Sinfonica della Radio Finlandese, l’Orchestra Sinfonica della Radio Svedese, l’Orchestra Verdi di Milano e la Filarmonica di Oslo ma anche la Staatskapelle di Dresda e l’Orchestra della Gewandhaus di Lipsia. Nell'autunno 2018 Pietari Inkinen torna a Melbourne per dirigere Die Meistersinger, in seguito alle acclamate esibizioni nel 2016 de L’Anello dei Nibelunghi di Wagner, con la regia di Neil Armfield. Grazie a questa produzione Pietari Inkinen aveva ricevuto un Helpmann Award nella categoria Best Music Direction for Opera e anche un Green Room Award come miglior direttore d'orchestra (opera). Pietari Inkinen ha diretto Le Valchirie e L’Oro del Reno di Wagner al Teatro Massimo di Palermo e, per la seconda produzione, è stato insignito del premio Franco Abbiati (categoria “miglior spettacolo”) dell'Associazione Nazionale dei Critici Musicali. Ha inoltre diretto una nuova produzione di grande successo di Eugene Onegin alla Dresden Semperoper. Altri impegni in campo operistico prevedono collaborazioni con l'Opera Nazionale Finlandese, La Monnaie di Bruxelles, la Staatsoper di Berlino e la Bayerische Staatsoper di Monaco. Dal 2008 al 2016 Pietari Inkinen è stato direttore musicale della New Zealand Symphony Orchestra dove ora detiene il titolo di Direttore Onorario. Durante il suo mandato, l'orchestra è salita a nuovi livelli, anche grazie a un tour europeo molto acclamato ed alla registrazione di un ciclo completo delle Sinfonie di Sibelius per Naxos. Questa e altre registrazioni (sempre per Naxos), tra cui la Trilogia di Manhattan di Rautavaara e un altro ciclo Sibelius dal vivo, registrato con la Filarmonica Giapponese alla Suntory Hall, hanno ricevuto grande successo di critica e pubblico. Pietari Inkinen è anche un violinista di successo ed ha studiato presso l'Accademia musicale di Colonia con Zakhar Bron, vincendo vari premi e riconoscimenti per il suo lavoro da solista, prima di proseguire gli studi di direzione d’orchestra alla Sibelius Academy di Helsinki. Continua a godere della regia e della musica da camera con i suoi partner musicali regolari.

 

Orchestra I Pomeriggi Musicali


27 novembre 1945, ore 17.30: al Teatro Nuovo di Milano debutta l’Orchestra I Pomeriggi Musicali. In programma Mozart e Beethoven accostati a Stravinskij e Prokof’ev. Nell’immediato dopoguerra, nel pieno fervore della ricostruzione, l’impresario teatrale Remigio Paone e il critico musicale Ferdinando Ballo lanciano la nuova formazione con un progetto di straordinaria attualità: dare alla città un’orchestra da camera con un solido repertorio classico ed una specifica vocazione alla contemporaneità. Il successo è immediato e l’Orchestra contribuisce notevolmente alla divulgazione popolare in Italia della musica dei grandi del Novecento censurati durante la dittatura fascista: Stravinskij, Hindemith, Webern, Berg, Poulenc, Honegger, Copland, Yves, Français. I Pomeriggi Musicali avviano, inoltre, una tenace attività di commissione musicale. Per I Pomeriggi compongono infatti Casella, Dallapiccola, Ghedini, Gian Francesco Malipiero, Pizzetti. Questa scelta programmatica si consolida nel rapporto con i compositori delle leve successive: Berio, Bussotti, Luciano Chailly, Clementi, Donatoni, Hazon, Maderna, Mannino, Manzoni, Margola, Pennisi, Testi, Tutino, Panni, Fedele, Francesconi, Vacchi. Oggi I Pomeriggi Musicali contano su un vastissimo repertorio che include i capolavori del Barocco, del Classicismo e del primo Romanticismo insieme alla gran parte della musica moderna e contemporanea. Compositori come Honegger e Hindemith, Pizzetti, Dallapiccola, Petrassi e Penderecki hanno diretto la loro musica sul podio de I Pomeriggi Musicali, che diventano trampolino di lancio verso la celebrità di tanti giovani artisti. È il caso di  Claudio Abbado, Leonard Bernstein, Rudolf Buchbinder, Pierre Boulez, Michele Campanella, Giuliano Carmignola, Aldo Ceccato, Sergiu Celibidache, Riccardo Chailly, Daniele Gatti, Gianandrea Gavazzeni, Carlo Maria Giulini, Vittorio Gui, Natalia Gutman, Angela Hewitt, Leonidas Kavakos, Alexander Lonquich, Alexander Igor Markevitch, Zubin Mehta, Carl Melles, Riccardo Muti, Donato Renzetti, Hermann Scherchen, Thomas Schippers, Christian Thielemann, Salvatore Accardo, Antonio Ballista, Arturo Benedetti Michelangeli, Bruno Canino, Dino Ciani, Severino Gazzelloni, Franco Gulli, Nikita Magaloff, Nathan Milstein, Massimo Quarta, Maurizio Pollini, Corrado Rovaris e Uto Ughi. Tra i Direttori stabili dell’Orchestra, ricordiamo Nino Sanzogno, il primo, Gianluigi Gelmetti, Giampiero Taverna e Othmar Maga, per arrivare ai milanesi Daniele Gatti, Antonello Manacorda e Aldo Ceccato, direttore emerito dell’Orchestra. In alcuni casi, la direzione musicale è stata affiancata da una direzione artistica; in questa veste: Italo Gomez, Carlo Majer, Marcello Panni, Marco Tutino, Gianni Tangucci, Ivan Fedele, Massimo Collarini e, da luglio 2013, Maurizio Salerno. L’Orchestra I Pomeriggi Musicali svolge la sua attività principalmente a Milano e nelle città lombarde, mentre in autunno contribuisce alle stagioni liriche dei Teatri di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Mantova, Pavia – all’interno del cartellone di Opera Lombardia – e alla stagione di balletto del Teatro alla Scala. Invitata nelle principali stagioni sinfoniche italiane, l’Orchestra è ospite anche delle maggiori sale da concerto europee. I Pomeriggi Musicali sono una Fondazione costituita dalla Regione Lombardia, dal Comune di Milano, dalla Provincia di Milano, e da enti privati, riconosciuta dallo Stato come istituzione concertistico-orchestrale e dalla Regione Lombardia come ente primario di produzione musicale. Sede dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali è lo storico Teatro Dal Verme, sito nel cuore di Milano.



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